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Pescara, 30/04/2026
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Data: 31/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Anti-sindaci, il Pd rischia in aula. Maggioranza incerta contro la legge sulla incompatibilità

L'AQUILA. È il momento della conta in Consiglio regionale. La seduta straordinaria si apre oggi alle 11 con un solo punto all'ordine del giorno: progetto di legge n. 19/05 recante "Abrogazione della legge regionale 30 dicembre 2004 nº 51 (disposizioni in materia di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza dalla carica di consigliere regionale)". È la legge anti-sindaci che in questi giorni ha portato alle dimissioni a catena dei sindaci e degli assessori che intendono candidarsi alle regionali. Firmatari dieci consiglieri del Partito democratico.
Un atto dovuto, il loro, dopo l'assemblea regionale del partito di sabato scorso durante la quale era stato chiesto ai consiglieri l'impegno a eliminare la norma che nel 2005 servì al centrodestra per impedire la candidatura del sindaco di Pescara e attuale segretario regionale del Pd Luciano D'Alfonso a presidente della Regione.
Ma i numeri appaiono insufficienti alla maggioranza. Perché, oltre al no compatto del centrodestra («è un'iniziativa irresponsabile», ha commentato Nazario Pagano), si registrano i queste ore il no di Rifondazione comunista («esula dall'ordinaria amministrazione»), dei consiglieri della Federazione di Centro e dell'Italia dei Valori («tentativo inutile e demagogico»), del capogruppo della Sinistra Democratica Gianni Melilla.
La partita è rischiosa anche dal punto di vista istituzionale, come ammettono anche i Ds. E come sottolinea il coordinatore di An Fabrizio Di Stefano: «Non vorrei che dietro la volontà di cambiare questa norma si nascondesse il disegno di far slittare le elezioni alla prossima primavera. Stravolgere le regole a partita in corso potrebbe rappresentare il tentativo disperato di quanti sperano di rimandare il più a lungo possibile la fine della legislatura scatenando, con le modifiche alla norma, ricorsi e contenziosi che finirebbero per determinare il rinvio del voto».

Intanto alla scadenza di ieri a mezzanotte imposta dalla legge antisindaci si erano dimessi il presidente della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis (Pd), gli assessori provinciali dell'Aquila Celso Cioni (Dc), di Teramo Antonio Assogna (Prc), di Pescara Antonio De Vico. Quanto ai sindaci, si sono dimessi il primo cittadino di Teramo, Gianni Chiodi, e di Celano, senatore Filippo Piccone, entrambi di Forza Italia, entrambi in corsa per la candidatura alla presidenza della Giunta per il Pdl. Nelle file del Pd hanno lasciato l'incarico il sindaco di Giulianova, Claudio Ruffini e Franco Di Bonaventura, alla guida del Comune di Roseto. In tutti i Comuni arriveranno i commissari per gestire la fase pre-elettorale. A questi vanno aggiunti componenti di società regionali e dipendenti regionali, i cui nomi non sono ancora emersi.
Intanto oggi si annuncia all'Emiciclo la protesta di alcune aziende agricole di Bolognano danneggiate dai cinghiali che attendono da tempo i rimborsi dalla Regione.

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