L'AQUILA. La fine anticipata della legislatura rischia di mandare in tilt un bilancio regionale già precario, nel quale non sono state preventivate le somme che servono per gestire l'emergenza. A partire dalle elezioni anticipate che costituiscono il costo più ingente: per non parlare poi dei fondi, sempre non previsti, per pagare i vitalizi e le buonuscite, tecnicamente premi di fine attività, dei consiglieri regionali. Soprattutto per i 16 consiglieri con due o più legislature, che hanno maturato tutti i privilegi.
I quali intascheranno una buonuscita che equivale a una indennità mensile base, circa 7.200 euro lordi, per ogni anno di permanenza: totale circa 36 mila euro per i 5 anni. Su queste voci non è possibile fare un'ipotesi di spesa: gli uffici faranno i conteggi una volta nominato il nuovo consiglio. Infatti ad essere saldati saranno i consiglieri con almeno una legislatura completa e non rieletti. Coloro invece che sono alla prima legislatura, vista la chiusura prematura, non incasseranno premi e pensioni cumulabili. Però la legge corre loro in soccorso: potranno acquisire il diritto, se verseranno una integrazione per i mesi necessari a coprire i 5 anni di legislatura normale fino ad aprile 2010. E c'è da scommettere che tutte le "matricole" opteranno per completare il ciclo. Le somme mensili da sborsare sono 1.114 euro per il vitalizio, 290 euro per il trattamento di fine mandato e 278 euro per avere diritto alla reversibilità. Questo per non rendere improduttive le somme accantonate dalla Regione nei tre anni e nove mesi di legislatura. Alla luce delle entrate che matureranno nell'aprile del 2010, sembrano versamenti convenienti. Già detto del premio di fine mandato, ad allettare è il vitalizio: chi ha completato una legislatura, non è più consigliere regionale, e ha compiuto 60 anni, incassa dalla Regione il non trascurabile assegno mensile di 2.984 euro. Con due legislature 4.476 euro. Con tre legislature 5.968 euro; tre ed oltre il lauto compenso di 6.267 euro al mese. Ma in pensione si può andare anche prima rinunciando a qualcosa: chi non è più consigliere regionale in carica, già a 55 anni può percepire la somma di 2.269 euro mensili. Una entrata anticipata sulla quale in pochi optano perché poi le riduzioni non vengono più riacquisite. Intanto si discute sul costo delle elezioni. L'assessore regionale al Bilancio Giovanni D'Amico ha ufficialmente parlato di circa 7 milioni e mezzo, i vertici del Consiglio regionale di almeno 16 milioni di euro. Oltre tutto la Regione deve ancora versare nelle casse dei Comuni circa 3 milioni di euro per le spese a proprio carico risalenti alle elezioni politiche. Da sottolineare che le elezioni anticipate sono più costose e costringeranno l'ente ad un salasso ogni 5 anni visto che la data sarà sempre sfalsata rispetto alle scadenze con più tornate elettorali.