SULMONA. «Mi auguro che Ottaviano non debba trascorrere il Ferragosto in carcere e che si possa avverare il suo pensiero ricorrente, cioé avere la notizia della revoca della custodia cautelare e prendere un taxi per tornare a Collelongo. La speranza é che il Tribunale del Riesame possa rivedere l'opportunità di tenere ancora Del Turco nello stato di carcerazione. Non é una questione giudiziaria, in quanto i magistrati devono lavorare con la massima serenità, ma é solo una vicenda di pura umanità». Lo dice l'onorevole Melania Rizzoli, medico personale di Ottaviano Del Turco, amica di famiglia da oltre 20 anni e molto legata a Cristina D'Avanzo, compagna dell'ex presidente. «Cristina», dice Rizzoli, «vede Ottaviano con altri occhi. E' preoccupata del fatto che sia molto smagrito».
«Ho visto negli occhi di Ottaviano Del Turco una serenità ed una tranquillità che sono tipiche della persona innocente. Io sono avvocato di lunga data e posso capire», dice invece Giuseppe Gargani, esponente del Pdl e presidente della commissione Giuridica del Parlamento Europeo. Anche lui é andato a trovare Del Turco in carcere «per esprimergli solidarietà. E ho trovato un uomo sereno e tranquillo», racconta all'uscita, «due caratteristiche tipiche di chi é innocente e non ha nulla da nascondere. Sono certo, infatti, che gli arresti abbiano esaurito la loro necessità. Gli ho portato dei libri sulla giustizia che ho scritto in questi ultimi anni», prosegue Gargani, «perché penso che abbia interesse a leggerli in un momento come questo. Non mi ha detto nulla di particolare riguardo il suo processo», conclude, «mi ha semplicemente raccontato che la sua casa di Roma gli é stata portata via (ha subìto lo sfratto, ndr). Ora Del Turco non ha più una casa in cui vivere nella capitale».