ROMA. Il carovita arriva ad un nuovo record che non toccava dal giugno 1996: secondo la stima dell'Istat, i prezzi al consumo a luglio sono aumentati del 4,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un netto +0,5 per cento dalla fine di giugno. Solo dodici mesi fa, l'inflazione faceva registrare un +1,6 per cento e, se può consolare, l'attuale 4,1 per cento di luglio si è verificato in tutti i paesi europei. Stando ai rilevamenti di Eurostat in tutta la zone euro l'inflazione si è attestata al +4,1 per cento. A trainare la corsa dei prezzi sono naturalmente i rincari energetici, e assai più grave, quelli alimentari, soprattutto dei cibi poveri, pane e pasta.
Con questa nuova ondata di rincari, una famiglia su quattro è in difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Secondo l'Adoc si tratta di una vera «emergenza prezzi»: «L'inflazione erode i redditi delle famiglie del 35 per cento, questo vuol dire che una famiglia su quattro versa in grave crisi economica. Per due famiglie su tre cresce anche l'indebitamento». Sempre secondo i consumatori, i debiti lievitano del 6 per cento l'anno. Per due famiglie su tre, tra mutui, carte di credito rateali e credito al consumo, si pagano mediamente 24.000 euro l'anno. Pane e cereali sono cresciuti del 12,1 per cento, con un +13 per cento per il pane ed un +25 per cento per la pasta. Il diesel è salito del 31,4 per cento, mentre per i servizi balneari la crescita dei prezzi è arrivata all'8 per cento, per i camping al 4 per cento e per i pacchetti vacanza al 5 per cento. L'inflazione, al netto dell'energia e degli alimentari, è ferma al 2,8 per cento. Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola sostiene che il boom dei prezzi «è imputabile prevalentemente all'aumento dei prezzi dei tabacchi e alla variazione delle tariffe elettriche e del gas, scattate il primo luglio scorso, e si inserisce in un contesto di aumenti tendenziali dei prodotti agricoli». Sempre secondo lui, «occorre agire con misure congiunturali e strutturali di lungo periodo».
Anche altri generi alimentari sono rincarati. Il latte è cresciuto dell'11,1 per cento e la carne del 4,3 per cento. Si tratta di rialzi che hanno messo in allerta l'Antitrust. Dice una nota: «L'autorità sta esaminando le condotte di prezzo in altri comparti del settore agroalimentare, in particolare il latte». Il presidente Antonio Catricalà ha annunciato che si sta monitorando il settore del latte. La Coldiretti nota «la stagnazione dei consumi a tavola». Non va meglio se uno, invece che andare al mare, sceglie di restare a casa e si consola con la televisione, perchè gli abbonamenti alla pay-tv sono aumentati del 5,1 per cento. In vista dell'esodo estivo, è salita la benzina (+13,1%), mentre i trasporti aerei salgono dell'11,7 per cento e quelli marittimi dell'8 per cento. Secondo le associazioni dei consumatori questi ultimi rincari provocheranno un aggravio di 1700-1800 euro l'anno. E non c'è spiraglio, stando alle previsioni di Confcommercio che teme un'inflazione sul 4 per cento alla fine dell'anno: «Non è un caso» dice «che gli incrementi maggiori su base annua» si sono verificati proprio nei comparti «abitazione» (+8,6 per cento), trasporti (+7,1 per cento) e «prodotti alimentari e bevande analcoliche» (+6,4 per cento).
Tutto aumenta per le famiglie. Il gas sta sul +12,7 su base annua, le tariffe elettriche aumentano del 3,6 per cento. A questo punto, l'impoverimento è così insopportabile che Walter Veltroni (Pd) ha dichiarato che «il totale disinteresse del governo e la totale assenza di ogni iniziativa per aumentare salari e pensioni» sta generando una situazione gravissima. Da più parti si chiede il ripristino del fiscal drag. Pierpaolo Baretta (Pd) critica la manovra perchè essendo vuota di iniziative di tutela «favorisce barbare speculazioni a danno dei cittadini anzichè combatterle come dice Tremonti».