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Pescara, 30/04/2026
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01/08/2008
Il Messaggero
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I sindaci fanno paura, il Consiglio rinvia. D'Alessandro: «La casta difende se stessa, il centrodestra non vuole Chiodi» |
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PESCARA - Luciano D'Alfonso col suo bagaglio di voti e la capacità di sparigliare anche a destra, Gianni Chiodi con la sua aria da bravo ragazzo. Ma pure Filippo Paolini che ha vinto due volte. Forti e bravi quanto ci pare, a condizione che restino a casa loro, Pescara Teramo o Lanciano. Per il resto, rompiscatole. Di quelli che fanno paura, dentro e fuori casa. Meglio tagliargli i ponti. La legge antisindaci è nata così, per mettere lo sgambetto a D'Alfonso nel 2005 grazie a un accordo trasversale centrodestra-centrosinistra, e supererà indenne probabilmente anche questa legislatura perchè alla fine i sindaci sono davvero terzi incomodi, e nessuno li vuole in mezzo ai piedi. Chiodi per primo. Sarà l'ufficio legislativo della Regione a stabilire se il consiglio regionale in prorogatio ha i poteri per abrogare la legge, ma in ogni caso il Pd e i Verdi non hanno i numeri per vincere. Quindi, come ammette la stessa Stefania Misticoni, è una «battaglia simbolica», per spalancare le porte e le finestre della politica, per dare un segnale di rinnovamento, per coinvolgere i sindaci le comunità e le amministrazioni, per dire sì vogliamo cambiare perdavvero. Fuori tempo massimo anche la battaglia simbolica: ha avuto tre anni di tempo il centrosinistra per cancellare la legge anti-D'Alfonso, tre anni in cui la proposta presentata da Misticoni, Di Matteo e Melilla nel 2005 al momento dell'insediamento del centrosinistra, viene lasciata deliberatamente marcire nella stessa Commissione Statuto presieduta da Melilla, in un primo momento in attesa dell'approvazione dello Statuto e poi a Statuto approvato, un altro anno e mezzo per rincorrere un improbabile accordo bipartisan. Scuse. Non sarebbe stata mai approvata e forse non lo sarà neppure adesso: perchè è difficile nel clima di paura che governa la Regione, che un ufficio legislativo rintracci gli estremi che autorizzino il Consiglio regionale ad approvare una nuova legge elettorale, ed è difficile che alla fine si trovi una maggioranza disposta a farlo. «Il fatto è che la casta difende se stessa - dice Camillo D'Alessandro - E in questa occasione il centrodestra ha paura di aprire le porte della Regione a quei sindaci che ostacolerebbero la rielezione dei vari Di Stefano, De Matteis e Castiglione. I sindaci fanno paura, e il centrodestra accampa motivazioni giuridiche solo per difendere se stesso». E Luciano D'Alfonso cita Giovanni Sartori: «Mai i tacchini sono disponibili ad accendere i fuochi sotto i tegami che li cucineranno». E mai come in questo momento i sindaci farebbero comodo, di più al centrosinistra in deficit di ossigeno naturalmente. Le speranze di vincere le prossime elezioni sono scarsissime, per questo D'Alessandro mette davanti al carro la coalizione, «lei prima di tutto», solo così c'è una minima speranza di vincere. Ma tenere ancorati al Pd l'Italia dei Valori e Rifondazione è una missione quasi impossibile. Sotto sotto però il partito democratico è pronto a cedere anche molto, persino la scelta del candidato presidente, se dovesse servire a qualcosa. «Noi siamo disposti a fare le primarie e abbiamo uomini e donne validi da candidare. Ma se gli alleati dovessero ritenere che basta una rosa di nomi, noi valuteremo la scelta insieme a loro», precisa il vice segretario del partito. Non sarà una passeggiata, ma non è difficile secondo D'Alessandro tentare di vincere: «Anche perchè di là non ci sono gli scienziati». E Stefania Misticoni insiste, la legge va cambiata e le elezioni non c'entrano: anche il Pd le vuole subito. «Le obiezioni del centrodestra circa la legittimità di procedere all'abrogazione della legge nascondono una precisa volontà politica: quella di non cambiare. Nelle prossime ore il Pd lavorerà per verificare le condizioni di una possibile soluzione e, al tempo stesso, coinvolgerà la comunità degli amministratori locali». Anche perchè abrogare questa legge significa evitare inutili e lunghi commissariamenti a Comuni e Province. Tacchini permettendo.
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