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Pescara, 30/04/2026
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Data: 01/08/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tensione e interventi-fiume, tutto rimandato. Si aspetta il parere dell'Ufficio legislativo

L'AQUILA - Alla fine la montagna ha partorito un topolino: ci si aspettava una battaglia all'ultimo voto, ieri a palazzo dell'Emiciclo, nel Consiglio straordinario per la proposta di abrogazione della legge sull'ineleggibilità e l'incompatibilità all'elezione a consigliere regionale: la famigerata n°51 del 2004, meglio nota come "legge anti-sindaci", che sta mietendo vittime tra le amministrazioni locali a colpi di dimissioni degli aspiranti candidati. Le attese però sono state tradite: la legge è ancora lì.
Dopo interventi-fiume sulla legittimità della convocazione dell'assemblea e sul potere o meno del Consiglio in "prorogatio" di affrontare un tema legislativo tanto delicato, alla fine il presidente Marino Roselli ha infatti sciolto la seduta senza che si fosse votato alcunché. Nei prossimi giorni si chiederà un parere tecnico in materia all'ufficio legislativo, ottenuto il quale sarà la conferenza dei capigruppo a decidere un'eventuale nuova convocazione del Consiglio. Approfittando di questa attesa il Pd dovrà cimentarsi nel difficile compito di trovare una maggioranza politica adeguata a sostenere la corsa per l'abrogazione, alla quale il partito di maggioranza relativa sembra per adesso l'unico iscritto.
L'abrogzione della legge è un'impresa che sembra ardua. L'Italia dei valori si è smarcata subito: «Questa legge - ha attaccato Augusto Di Stanislao - non si può né si deve discutere qui, va rinviata alla prossima legislatura». Gianni Melilla (Sinistra democratica), che pure ha firmato la proposta da portare in aula, ha rincarato: «Un Consiglio regionale straordinario non può discutere progetti di legge; in tre anni - ha spiegato - non abbiamo cambiato l'anti-sindaci perché cercavamo l'unanimità». Idem per Antonio Macera (Pdci): «La scelta del Pd - è sbottato - è quantomeno inopportuna». Quasi unanimi i no tra il centrodestra. Nessuna indicazione dal Consiglio neanche sulla data del voto.

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