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Pescara, 30/04/2026
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Data: 01/08/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Così il Piano traffico di Pescara annega nel caos. Parcheggi selvaggi, attraversamenti sui cordoli, incidenti

I cittadini chiedono di tornare alla situazione precedente

La rampa di via Polo, il nodo di piazza Unione: nessun controllo. Parcheggi selvaggi in curva, inversione di marcia tra le auto in corsa, collisioni mancate, attraversamenti sui cordoli, pedoni falciati sulle strisce pedonali. No, non è un girone infernale ma sono le strade modificate dal piano traffico, due anni dopo. La fase, formalmente, è ancora quella della sperimentazione, ma basta andare a vedere per rendersi conto che non ci sono più controlli e niente funziona più come nei primi giorni. E' come se l'amministrazione comunale avesse implicitamente abbandonato il piano traffico.
Sono soprattutto due gli snodi non controllati e che creano più problemi alla circolazione: quello di via Polo-Via Marconi direzione nord e di piazza Unione-via Marconi direzione sud. Nel primo caso con la chiusura della rampa dell'asse attrezzato, per evitare accavallamenti tra flussi di traffico in corrispondenza del ponte sul Pescara, era stata creata una sorta di corsia di accelerazione con un piccolo semaforo sempre verde in modo da consentire l'uscita senza ingorghi né attese dei veicoli da via Polo su via Marconi. In teoria. In pratica quella corsia non è né rapida né sgombra da auto. Queste ultime infatti sostano proprio a ridosso del semaforo o subito dopo la curva costringendo i veicoli in transito a fare lo slalom e a lottare con le vetture provenienti da via Marconi per la precedenza. Risultato? Il caos totale come in piazza Unione e via Marconi perennemente presidiata da auto in sosta, in curva. Il tutto in nome di una rampa chiusa. Ma che senso ha tenerla ancora chiusa se il periodo della sperimentazione è finito da un bel po'? E' quello che si chiedono in molti, commercianti in primis che ogni giorno ne vedono di tutti i colori.
«All'epoca dell'entrata in vigore del piano traffico abbiamo raccolto firme per chiedere che via Marco Polo non diventasse a senso unico, ma nessuno ci ha dato ascolto - dice Maria Ivanova della cornetteria "Sloopy joe" di via Polo -. La strada non è larga e così basta un'auto parcheggiata in curva per rischiare collisioni con le auto in transito su via Marconi. Per non parlare della rotatoria di via Marconi dove non si capisce chi ha e chi deve dare precedenza. Per di più da quando hanno messo il cartello "area di risulta" siamo diventati un ufficio informazioni perché nessuno capisce come deve fare per raggiungere la zona della stazione». «Il semaforino verde non si vede - aggiunge Claudia Mammarella dell'agenzia di viaggio in via Polo - e quindi spesso le auto restano ferme in attesa che scatti il verde del semaforo grande e allora si sentono strombazzamenti delle auto in coda. Gli autobus e i camion non ce la fanno a girare, tant'è che ad un camion è scoppiata la ruota per passare su un cordolo, e la rampa non andava chiusa, perché da allora è un calvario, soprattutto per chi come me viene ogni giorno da Chieti». Ma c'è dell'altro. «Il problema maggiore è che non si vede la freccia del semaforo verde - concorda Augusto Micomonaco del negozio di ferramenta - e che molte auto da via Marconi girano in via Polo e vanno contromano. Tutta la via, dal punto di vista commerciale, ha risentito negativamente dei cambiamenti alla viabilità, tant'è che molti locali sfitti continuano ad essere tali».
Anche su via Marconi-piazza Unione i problemi non mancano: «Molte auto scendono dall'asse attrezzato in piazza Unione magari dovendo andare in centro, e quando vedono i cordoli che li costringono ad andare verso sud, cosa fanno? Inversione, ovviamente, tanto non c'è nessuno che controlla», dice un commerciante di personal computer, Matteo D'Intino. «E così sono state falciate due persone sulle strisce pedonali - aggiungono Anna Pasquali e Silvia Isidoro -. Qui il traffico è sempre intasato e molte auto, soprattutto quelle più grandi sono costrette a salire sul marciapiede per poter imboccare via Marconi». «La situazione è peggiorata - tuona Massimo D'Agostino, del negozio di foto in via Marconi -, i parcheggi selvaggi sono all'ordine del giorno. È auspicabile un intervento dell'amministrazione comunale che metta fine a questa giungla». Figlia di un piano traffico rimasto improvvisamente orfano.


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