Nel 2008 solo dieci le norme approvate Nel 2005 l'Unione varò «l'interpretazione autentica» della legge antisindaci
PESCARA. In un paese sommerso dalle leggi, il cui governo crea un apposito ministero della semplificazione legislativa è difficile dire se il fatto che una Regione legiferi poco sia un segno di efficienza e di lungimiranza oppure di fannullaggine.
Sta di fatto che secondo la classifica stilata dal quotidiano Libero sulla base dei provvedimenti legislativi pubblicati sui bollettini regionali, l'Abruzzo è sestultimo in Italia con dieci leggi pubblicate nel 2008, a pari merito con Lazio e Sardegna. Le Regioni lumaca sono invece il Veneto, il Friuli e la Campania con 6 leggi ciascuna, mentre la Regione più bulimica in campo legislativo è la Toscana con ben 27 leggi in sette mesi.
Lasciando da parte i numeri e venendo ai contenuti della produzione legislativa abruzzese, è da notare che l'unico provvedimento di peso varato dalla Regione nel 2008 è la legge 5, ossia il Piano sanitario regionale 2008-2010 (per la verità c'è anche la riforma del commercio ma al momento non è nel motore di ricerca delle leggi e dunque sfugge al monitoraggio). Per il resto si tratta di interventi minori. Si parte dalla legge n.1 sull'abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici, si passa alla legge per la tutela della Costa teatina (quella che ha bloccato il Centro Oli di Ortona), si norma poi la macellazione per il consumo familiare, per affontare la tutela delle piante d'olivo, terminando col riordino delle Comunità montane abruzzesi, che prevede un taglio del loro numero. Poca cosa. E una ragione c'è. L'assemblea abruzzese ha in pochi mesi moltiplicato il numero dei gruppi politici, arrivati a 19 su un totale di 40 consiglieri. Ora, siccome in ogni commissione devono essere rappresentati tutti i gruppi, è prassi consolidata che i lavori saltino per mancanza di numero legale. E oggi in commissione giacciono oltre 250 proposte di legge.
IL 2007. La bassa produttività legislativa del 2008 ha poco a che vedere con gli altri anni della legislatura Del Turco, durante la quale in media sono state prodotte 47 leggi all'anno. Andando a ritroso, nel 2007 le leggi approvate sono state 48. Anche in questa annualità le leggi più importanti sono quelle sulla sanità. A partire dalla numero 4 («misure urgenti per il piano di risanamento sanitario»), che sposta la destinazione delle maggiori aliquote Irap e Irpef, gettito 136 milioni, interamente sulla sanità e non sulle attività produttive, e prevede un introito di 101 milioni per la dismissione del patrimonio immobiliare delle Asl (rimasto sulla carta). Di sanità si occupa la legge 6 con il piano di riordino della rete ospedaliera, che prevede il taglio di circa mille posti letto e la riorganizzazione degli ospedali minori. Terza legge importante per la sanità è la 32 del 2007, che regolamenta l'autorizzazione e l'accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private. È la legge che una volta approvata ha fatto dire a Ottaviano Del Turco che era terminato il Far West della sanità. Vanno segnalate nel 2007 due leggi antispesa: la prima, la numero 7, riguarda l'incentivazione all'esodo dei dipendenti regionali. La seconda è la legge numero 8 che blocca gli aumenti automatici degli stipendi dei consiglieri regionali legati agli aumenti degli stipendi dei parlamentari e dei magistrati di Cassazione. Una norma richiesta a furor di popolo dopo gli aumenti delle tasse a carico dagli abruzzesi per pagare il deficit della sanità. Il 2007 è anche l'anno del riordino del sistema idrico integrato, che ha portato al commissariamento delle Ato, e della legge di riforma del ciclo dei rifiuti.
IL 2006. È l'anno delle tasse. Con la legge 44 si stabilisce l'aumento delle aliquote regionali Irpef e Irap fino al massimo stabilito dalla legge per coprire il deficit della sanità. È anche l'anno della legge 20, sempre di sanità si tratta, che avrebbe dovuto raffreddare la spesa razionalizzando il rapporto tra medicina ospedaliera e medicina territoriale. Il consiglio si occupa molto di rifiuti, commerico e trasporti, ma non ci sono interventi importanti.
IL 2005. Le leggi sono 47, ma solo 23 attribuibili al nuovo governo di centrosinistra. È l'anno della legge sullo spoil system. Ma è anche l'anno di una leggina sulla "Interpretazione autentica della legge 51 in materia di ineleggibilità e incompatibilità", la legge anti-sindaci. Da cui si ricava che il centrosinistra ha trovato il tempo per dare la sua interpretazione alla legge voluta dal centrodestra, ma non ha pensato affatto di abolirla.