PESCARA. Affluenza buona nella prima giornata del referendum confermativo della riforma costituzionale. Alle 22 di ieri in Abruzzo aveva votato il 32,36% degli aventi diritto. Impossibile fare raffronti con l'ultimo referendum confermativo, quello del 2001 che fece entrare in vigore la riforma del Titolo V della Costituzione. In quell'occasione si votò solo la domenica. Oggi le urne resteranno aperte fino alle 15, lo spoglio inizierà subito dopo. Per il referendum costituzionale non viene richiesto il quorum, il voto sarà dunque valido. A Pescara sono andati alle urne il 32,55% degli elettori. Si è votato di più nel capoluogo (34,10%), ma la sorpresa è l'affluenza di Bussi dove sono andati a votare il 44,20% degli elettori, un record che i cittadini di Bussi confermano regolarmente sia alle politiche che alle amministrative.
In provincia dell'Aquila sono stati 80.813 stati gli elettori che hanno votato, pari al 32,57%. Al comune dell'Aquila i votanti sono stati 19.441 pari al 33,13%. A Sulmona 6.838 votanti, ovvero il 32,88%, mentre ad Avezzano hanno votato 9.509 persone, pari al 29,65%. Dal rilevamento delle ore 12, in provincia avevano votato 19.282 persone, pari al 7,77 per cento. Alle ore 19 il numero dei votanti era salito a 50.969, pari al 20,54%.
A Chieti provincia si sono recati alle urne il 32,98% degli elettori. A Chieti città il 33,40%, a Lanciano il 26,35, a Ortona il 31,82, a Vasto il 30,30%.
Nella provincia di Teramo, hanno espresso il loro voto il 31,36% degli elettori. Nel capoluogo ha votato il 30,90%.
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ROMA. Un caldo torrido ha accompagnato ieri il terzo grande appuntamento elettorale per gli italiani nel giro di poche settimane: il referendum che confermerà o respingerà la legge di modifica della seconda parte della Costituzione approvata dai due rami del Parlamento. Alle 22 di ieri è stata registrata un'affluenza del 35%. Nel 2001, per l' omologa consultazione referendaria sulla legge di modifica al titolo V della seconda parte della Costituzione, la prima confermativa della storia della Repubblica, alle 22 aveva votato il 34,1% e allora si votò in ottobre (il 7) e in un solo giorno.
Sono in tutto 47.1209.008 i cittadini chiamati al voto in 60.978 sezioni elettorali sparse in tutta Italia a cui si devono aggiungere 2.600.000 connazionali residenti all'estero. C'è tempo anche oggi, dalle 7 alle 15, per pronunciarsi sul quesito referendario. Subito dopo cominceranno le operazioni di scrutinio.
Le ragioni del ?si' e del ?no' sono state sostenute con toni molto accesi nelle scorse settimane, dai rispettivi schieramenti e anche all'interno di uno stesso partito come dimostrano le divergenze sul tema tra presidente, Giorgio La Malfa, e segretario, Francesco Nucara, del Pri.
Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha votato a metà mattinata in una scuola di via Panisperna assieme alla moglie Clio; il leghista Calderoli si è presentato al seggio, a Mozzo, un piccolo comune alle porte di Bergamo, indossando bermuda e giustificando il disinvolto abbigliamento con un vezzo scaramantico: «Li ho messi perchè mi hanno portato fortuna a Lorenzago», località nel Cadore dove nell'estate 2004, con gli altri rappresentanti della Cdl, scrisse il testo della Riforma.
Il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, uscendo dal seggio dove si è recato a votare si è detto convinto che anche se le cose dovessero andare male, la Lega non potrebbe che ripartire con il centro-destra e il neo sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha fatto notare che quand'anche vincesse il no alle riforme non si può rinunciare. «Questo è un voto molto importante per far avvicinare sempre più le istituzioni ai cittadini, in modo che possano meglio conoscere e risolvere i loro problemi»: ha detto la Moratti, uscendo dal seggio di via della Spiga, dove si è recata a votare a metà mattina.
«Se vince il sì - ha aggiunto il sindaco di Milano - la strada è già segnata, ma anche se vince il no alle riforme non si può rinunciare, sebbene il percorso diventi sicuramente più difficile».
Intanto, non sono mancate le polemiche sul fronte dell'informazione. Calderoli ha accusato Skytg24 - che ha negato di aver fatto parzialità - di aver mandato in onda interviste fatte fuori dai seggi a persone che difendevano le ragioni del no e il suo collega di partito Davide Caparini ha chiesto all'Autorità di vigilare perchè simili episodi non si ripetano.
Tra gli episodi della giornata elettorale, va segnalato che un crocifisso è stato fatto rimuovere, per alcuni minuti, da una sezione elettorale di Siena. Lo ha reso noto il circolo senese dell'Uaar (Unione Atei Agnostici Razionalisti).
E' stato lo stesso presidente senese dell'Uaar, Giacomo Andrei, al momento in cui si è recato nella sezione per votare, a chiedere la rimozione del simbolo religioso in applicazione - ha detto al presidente del seggio - della sentenza n. 203/1989 della Corte Costituzionale sull' affissione dei crocifissi nelle aule scolastiche.
Di fronte alla richiesta di Andrei, il presidente del seggio ha deciso di togliere il crocifisso e ha fatto mettere a verbale l'avvenuta rimozione. A quanto si è appreso, il crocifisso è stato poi di nuovo rimesso al suo posto.