SANT'EUSANIO DEL SANGRO. Abbandono di rifiuti. Con questa accusa Loredana Di Lorenzo, presidente della società di trasporto pubblico Sangritana, è stata denunciata alla Procura di Lanciano dagli agenti della Forestale di Casoli e Atessa. La vicenda si riferisce al ritrovamento di tre grossi trasformatori per la trazione elettrica nella vecchia stazione ferroviaria di Sant'Eusanio del Sangro, in località Santa Lucia, insieme ad altro materiale di natura elettrica. I trasformatori erano in uso alla stazione di Villa Santa Maria e sono stati trasferiti in quel punto dal 1993.
Secondo la Forestale - che è intervenuta in seguito al ricevimento di un esposto-denuncia di alcuni cittadini del posto - dal trasformatore più grande è fuoriuscito l'olio di raffreddamento che, infiltrandosi nel terreno, ne ha forse inquinanto il sottosuolo.
Per gli inquirenti si paventano le ipotesi di reato di abbandono al suolo di rifiuti pericolosi e non e di omissione delle procedure sulla bonifica dei siti inquinati prevista dal drecreto ambientale 2006.
«Quei trasformatori», spiega la presidente Di Lorenzo, «sono stati portati a Sant'Eusanio nel 1993, 15 anni fa. Si trovavano nella sottostazione ferroviaria di Villa Santa Maria e probabilmente hanno sversato olio. Sono al vertice della Sagritana da pochi anni e questa situazione l'ho ereditata. Dal 22 maggio scorso ho comunque avviato le procedure per lo smaltimento di tutto cià che va bonificato. Dunque, qualcosa abbiamo pur fatto. La denuncia della Forestale», prosegue la presidente, «era un dovuto per loro perché sulla vicenda è stato presentato un esposto in Procura. Di recente ho fatto fare anche la valutazione nuova dei rischi sui luoghi di lavoro e la rignizione di tutte le sedi dismesse dell'azienda. Per le carcasse dei treni parcheggiate nella stazione di Castel Frentano», conclude la Di Lorenzo, «sono state avviate le procedure per la per loro vendita a ferro vecchio».
Per Piero Di Fabrizio, comandante provinciale del corpo forestale, «è pericoloso abbandonare trasformatori elettrici sul suolo senza le opportune precauzioni. I liquidi di raffreddamento sono composti da sostanze molto inquinanti per il loro effetti carcerogeni soprattutto se, infiltrandosi nelle falde acquifere, raggiungono la cosiddetta catena animentare animale».
Sulla vicenda del sequestro dei trasformatori, gli agenti della Forestale di Casoli e Atessa hanno chiesto l'intervento dei tecnici della sede di Chieti dell'Arta, l'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente, per la esecuzione di prelievi e campionamenti che serviranno a valutare l'entità dell'inquinamento.
Alla società di trasporto pubblico sarà anche presentata una sanzione amministrativa variabile da un minimo di 15.500 euro a un massimo di 93mila euro per non avere tenuto correttamente i registri di carico e scarico dei rifiuti pericolosi posseduti.