Paolini incita i parlamentari a fare pressioni sul Governo. Di Stefano: «Situazione confusa»
L'AQUILA-Sul piano istituzionale un appoggio scontato, si capisce, né poteva essere diversamente; ma su quello politico i distinguo si sono sprecati, almeno da parte dei parlamentari di centrodestra, alcuni molto critici come Fabrizio Di Stefano che alla fine ha parlato di «situazione che va facendosi confusa ogni giorno di più». Tutti, anche parlamentari del centrosinistra, hanno comunque concordato su un punto: si vada al voto al più presto possibile. Il vice presidente vicario della Giunta regionale dice il 30 novembre? Bene, ma si veda se è possibile prima. Enrico Paolini, vice presidente vicario della Regione, accompagnato dall'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico, aveva convocato i parlamentari abruzzesi a Palazzo Centi. Ne mancavano quattro: Marini, Tenaglia, Aracu e Paola Pelino. Ma gli altri c'erano tutti. Almeno sul piano numerico, il confronto è stato un successo. E alla fine qualche idea è saltata fuori. Su proposta di Costantini, dell'Italia dei Valori, sarà presentato un progetto di legge per aiutare l'Abruzzo a far fronte ai debiti della sanità e ad evitare nuove tasse agli abruzzesi. Il confronto è passato dai toni sfumati dei senatori Pastore e Legnini, a quelli accesi di Piccone e Tancredi, ai giudizi duri di Mascitelli, agli interventi pacati di Giovanni Lolli e Vittoria D'Incecco. Ai parlamentari Paolini ha chiesto di fare pressione sul Governo quando chiederà di tener fuori l'Abruzzo dal mucchio delle "regioni canaglia". Questo appoggio lo avrà. Ha aggiunto che personalmente è convinto che si debba andare a votare il 30 novembre, ma che la norma gli impone di sentire il presidente del Consiglio regionale Roselli e quello della Corte d'Appello. «Su questo punto- ha spiegato il vice presidente vicario- ho avuto lunghi colloqui con diversi rappresentanti del Governo nazionale che spinge sulla necessità di convocare al più presto i comizi elettorali». Ed ha ripetuto che «al momento la data probabile delle elezioni che lui proporrà sarà quella del 30 novembre». E che tale decisione «verrà assunta entro la prossima settimana». Sul fronte della sanità, Paolini ha riferito di aver detto al Governo che «l'aumento del carico fiscale sarebbe incompatibile con il sistema economico abruzzese che non sarebbe in grado di reggere un incremento del carico fiscale». Il vicepresidente vicario ha poi aggiunto che il Governo «potrebbe decidere il commissariamento della sanità abruzzese in una seduta del Consiglio dei ministri di fine agosto o inizio settembre», seduta a cui parteciperà lo stesso Paolini.
Duro, al termine dell'incontro, il giudizio di Fabrizio Di Stefano, senatore del Pdl a coordinatore di An. «Paolini -ha detto- non è stato chiaro sulla data delle elezioni entro novembre, anche se ha indicato una data. Per quanto riguarda la sanità, è stata significativa l'assenza dei dirigenti del settore. Evidentemente c'era la volontà di non confrontarsi su ciò che avviene sui tavoli ministeriali. Paolini, infine è stato evasivo, sulla richiesta di far convocare un Consiglio regionale straordinario per informare gli abruzzesi su ciò che sta accadendo».