Tangenti milionarie: il gip Di Fine ha accolto la richiesta di Trifuoggi
PESCARA. Lunedì 8 settembre alle ore 9.30, in un'aula del tribunale di Pescara, si terrà il confronto tra Vincenzo Maria Angelini, titolare della casa di cura "Villa Pini" di Chieti - le cui rivelazioni hanno portato in carcere, il 14 luglio scorso, il presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco - e i 19 indagati nell'inchiesta sulle tangenti milionarie della Sanitopoli abruzzese.
Lo ha deciso ieri mattina il gip Maria Michela Di Fine, dopo la richiesta avanzata dal pool di magistrati composto dal procuratore capo della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi, e dai pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli.
Tecnicamente si chiama «incidente probatorio» e consiste in un «esame della persona sottoposta alle indagini su fatti concernenti la responsabilità di altri». Un vero e proprio anticipo di processo, insomma, durante il quale Vincenzo Angelini sarà sottoposto a un fuoco di fila di domande attinenti alle accuse che hanno portato il giudice a firmare undici misure restrittive e a sottoporre a indagine altre otto persone tra ex amministratori, dirigenti della Regione Abruzzo e funzionari di banca.
UN'ALTRA DATA STORICA. La dottoressa Di Fine conferma così la propensione alle date storiche, visto che il giorno degli arresti che hanno decapitato la giunta abruzzese corrisponde all'anniversario della presa della Bastiglia in Francia e l'8 settembre - giorno in cui il gip rientrerà dalle ferie - è l'anniversario dell'armistizio siglato dal governo Badoglio nel 1943 con gli alleati. Ma il prossimo 8 settembre non ci saranno armistizi sui banchi del palazzo di giustizia di Pescara.
GLI INDAGATI. All'incidente probatorio potranno essere presenti tutti gli indagati, ma difficilmente gli avvocati lo permetteranno. Tra l'altro il difensore di Del Turco, Quarta e Masciarelli, l'avvocato Giuliano Milia, si era opposto all'interrogatorio del re delle cliniche, che probabilmente l'8 settembre ripeterà le sue pesanti accuse: «Ho pagato 5,8 milioni di euro a Del Turco, Quarta e Cesarone»; «Ho consegnato 6 milioni a Conga»; «Ho dato 500 mila euro a Domenici». Sei le persone in carcere: oltre all'ex presidente Del Turco, il suo segretario Lamberto Quarta, l'ex capogruppo in consiglio regionale del Pd Camillo Cesarone, l'ex assessore Antonio Boschetti, l'ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga e il fondatore della società Humangest Gianluca Zelli.
Ai domiciliari quattro indagati: l'ex assessore regionale alla Sanità del Pd Bernardo Mazzocca, i cui arresti domiciliari sono stati trasformati in obbligo di dimora a Caramanico; l'ex segretario della Margherita di Chieti Angelo Bucciarelli; l'ex presidente della Fira Giancarlo Masciarelli e l'ex assessore regionale alla Sanità di Forza Italia Vito Domenici. Divieto di dimora a Pescara per l'ex direttore dell'Agenzia sanitaria regionale Francesco Di Stanislao. Tra gli indagati eccellenti che non sono stati sottoposti ad alcuna misura restrittiva figurano l'ex presidente della Regione Giovanni Pace e il parlamentare di Forza Italia Sabatino Aracu.