ROMA. La Finanziaria 2009 è un guscio vuoto o quasi, ma è «rivoluzionaria», assicura Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del consiglio. Non ci sono le cifre dei saldi, le tabelle sono vuote, «ma è il primo passo verso la riforma» (ancora Letta). Si prorogano agevolazioni fiscali introdotte dal governo Prodi e già in vigore (la detrazione del 19% per l'abbonamento del bus, i 500 euro per gli insegnanti che si autoaggiornano, le agevolazioni in agricoltura e per l'autotrasporto), e si annuncia una cosa già data per fatta: la costruzione di 20mila nuovi alloggi. Edilizia popolare per otto categorie di persone: nuclei familiari e giovani coppie a basso reddito, anziani in condizioni sociali svantaggiate, inquilini sotto sfratto, studenti fuori sede, immigrati regolari a basso reddito con 10 anni di residenza in Italia «cinque dei quali nella stessa regione».
Case realizzate «con criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati». Saranno utilizzati per questo anche gli incassi della vendita del patrimonio residenziale pubblico. Le case dovrebbero essere date in affitto, ma come denuncia il Sunia, la parola «locazione» è sostituita da «in proprietà».
«Una vera e propria truffa - commenta Luigi Pallotta, segretario nazionale del Sunia, sindacato inquilini - l'ennesimo sostegno ai costruttori nostrani che per effetto della crisi vedono crollare le compravendite». Il problema - osserva ancora Pallotta - è che «si tolgono 550 milioni destinati nel 2007 alla costruzione di 12mila alloggi per le famiglie disagiate sotto sfratto, per destinarli a un fondo nazionale che dovrà finanziare un piano casa da definire entro sei mesi, che dovrà poi essere attuato da Regioni e Comuni». Poi il giallo della locazione: «O il ministro nella fretta non s'è accorto che dal testo è sparita la parola locazione, oppure non conosce le esperienze europee di social housing che sono in larghissima parte per l'affitto e non per la proprietà».
Letta e Tremonti presentando la Finanziaria e annunciando che verrà approvata a fine settembre con la legge di Bilancio danno sfoggio di ritrovata armonia. «In poco tempo il governo è riuscito a compiere il primo passo verso la riforma della Finanziaria - dice Letta - e questo lo dobbiamo alla genialità, alla fantasia e alla capacità innovativa del ministro Tremonti». «Quasi troppo», risponde Tremonti. In effetti pare quasi artificioso. Tremonti è in forma, cita William of Ockham, frate francescano del XIV secolo, per mettere l'Expo 2015 sotto il controllo del Cipe. «Nasce in Italia la Berlusconomics», dice un ispirato Osvaldo Napoli, Pdl.
Non la pensano così nel centrosinistra e nei sindacati. «La manovra porterà a 143mila tagli nella scuola, 100mila professori, e 43mila elementi Ata - dice Enrico Panini, segretario Cgil Scuola - un taglio del 10% che significa la dismissione della scuola pubblica. Ci opporremo con tutte le nostre forze».