In occasione del primo incontro che, lo scorso 26 luglio, ha visto di fronte il Ministro di Infrastrutture e Trasporti e i Segretari Generali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, è stata svolta una sommaria ricognizione delle complesse problematiche che investono l'insieme del mondo dei trasporti.
Vediamo, di seguito, le risultanze di questo primo incontro ed una più approfondita analisi della situazione, con particolare riferimento alle tematiche relative alla vertenza contrattuale sul nuovo CCNL unico della Mobilità e alla sua collocazione nel contesto più complessivo che si intende costruire da parte sindacale.
Tematiche, quelle elencate, descritte anche alla luce delle conclusioni del Comitato di Settore Nazionale "Trasporto Pubblico Locale e Attività Ferroviarie", che la Filt-Cgil ha riunito a Pescasseroli il 21 e 22 luglio scorsi.
L'incontro con il Ministro del 26 luglio. La ricognizione svolta nel corso dell'incontro ha evidenziato la necessità di impostare un percorso di approfondimento, da attivare fin dai primi giorni del prossimo mese di settembre.
In sostanza, lo schema ipotizzato con il Ministro prevederebbe entro la prima settimana del mese la convocazione, unitamente al Ministero del Lavoro, di tutte le parti sociali per l'avvio del confronto sul CCNL unico della Mobilità, mentre la settimana successiva dovrebbe essere dedicata alla descrizione di una visione organica e d'insieme dei problemi da affrontare nei trasporti.
Infine, la seconda metà del mese dovrebbe essere impiegata per l'analisi delle situazioni di crisi aziendale o di settore , con particolare riferimento, per le prime, a Tirrenia e a FS, mentre, per le seconde, al trasporto pubblico locale.
Al momento, ovviamente, su tutto ciò incombe pesantemente il possibile sbocco della crisi di Alitalia, in questa fase assolutamente imprevedibile, malgrado le preoccupanti indiscrezioni fornite dagli organi di informazione.
In occasione dell'incontro del 26 luglio, d'altra parte, su sollecitazione sindacale, il Ministro di Infrastrutture e Trasporti ha ribadito la propria intenzione - in realtà, tutta da verificare - di impostare il percorso ipotizzato sulla base dei provvedimenti legislativi adottati nel corso della precedente Legislatura, ovvero di quelli predisposti ed in corso di ulteriore evoluzione all'atto della sua prematura interruzione, nella scorsa primavera.
In tal senso, lo stesso Ministro ha precisato, quindi, di assumere l'intesa Governo-Sindacati del 23 gennaio scorso - sul riordino del sistema dei trasporti, sulla regolazione dei processi di liberalizzazione del settore, sulla riforma della contrattazione e della rappresentanza - come riferimento "istituzionale" di confronto e definito come un ulteriore riferimento utile allo sblocco della vertenza contrattuale sul CCNL unico della Mobilità l'intesa sottoscritta in sede governativa il 21 novembre 2007 da tutte le Organizzazioni Sindacali e da tutte le Associazioni datoriali rappresentative del CCNL del TPL e del CCNL delle Attività Ferroviarie.
Infine, sempre relativamente alle tematiche che descrivono il contesto nel quale si colloca la vertenza contrattuale della Mobilità, il Ministro, confermando quanto già espresso in occasione dell'incontro convocato l'1 luglio sul CCNL, ha ribadito la propria intenzione - non ancora, però, sottoposta al Consiglio dei Ministri - di proseguire il percorso tracciato dal precedente Governo in materia di servizio ferroviario universale, di regolazione del processo di liberalizzazione del trasporto ferroviario, di riforma del trasporto locale, tema, quest'ultimo, come precisato dallo stesso Ministro, da analizzare alla luce delle novità introdotte dalla conversione in legge del DL 112/2008 da parte del Parlamento.
Come si intuisce, molta carne al fuoco?
In ogni caso, un incontro utile per provare a tracciare un percorso di confronto interrottosi nella scorsa primavera con il precedente Esecutivo e, nel frattempo, reso ancora più urgente nel nuovo quadro generale, dopo i primi atti del nuovo Governo, ad ormai oltre sei mesi dall'avvio della vertenza contrattuale e con già due scioperi nazionali spesi nel tentativo di ottenere l'apertura del negoziato sulla base della piattaforma sindacale varata il 21 febbraio scorso.
Quadro generale. La Cgil ha valutato molto negativamente le prime iniziative del Governo assunte e proposte in questa prima fase della nuova Legislatura.
Tali iniziative, infatti, trascurano i necessari ed urgenti interventi a favore delle fasce sociali più deboli, a partire da azioni redistributive per il sostegno del reddito da lavoro dipendente, ignorando una priorità sociale ed economica da tempo evidente, ulteriormente aggravatasi nel corso degli ultimi mesi e destinata ad inasprirsi ancora di più prossimamente, sotto l'incalzare delle difficoltà produttive e finanziarie del Paese, della ripresa del fenomeno inflazionistico, dell'aumento dei prezzi di molti prodotti di prima necessità.
Pur in presenza delle grandi difficoltà recentemente determinatesi nella nuova fase politica, è necessario che nelle prossime settimane si rafforzino gli elementi di analisi e di proposta di Cgil, Cisl, Uil affinché possa crescere e consolidarsi - sulla base delle piattaforme unitarie del novembre scorso su fisco, redditi e occupazione e, più recente, su modello contrattuale e rappresentanza - una iniziativa sindacale unitaria di carattere confederale utile a contrastare le scelte sbagliate ed inadeguate proposte dal Governo ed assunte dal Parlamento, e a costruire, viceversa, soluzioni idonee a dare risposte concrete ed immediate alla crescente emergenza sociale.
Quadro generale e lavoro. In questo ambito, sostenendo il giudizio negativo immediatamente espresso dalla Cgil, la Filt-Cgil denuncia i contenuti evidentemente peggiorativi e regressivi in tema di lavoro dei provvedimenti legislativi già assunti e degli orientamenti espressi da autorevoli esponenti del Governo e, più in generale, dal mondo imprenditoriale, in questi primi mesi di Legislatura.
In particolare, la Filt-Cgil condivide le ragioni di merito con le quali la Cgil ha criticato le modalità adottate per l'estensione dell'esenzione ICI sulla prima casa, i contenuti del provvedimento di riduzione della tassazione su straordinari e premi aziendali, gli interventi di legge in corso di adozione su appalti, mercato del lavoro, sicurezza nei luoghi di lavoro e orario di lavoro.
Per questo ultimo gruppo di provvedimenti, la Filt-Cgil auspica che maturino rapidamente elementi di proposta confederale unitaria idonei ad evitare che vengano completamente ed irrimediabilmente dispersi i primi avanzamenti, seppure parziali, che su questi temi si erano faticosamente prodotti nel corso dell'ultimo biennio e, con tale obiettivo, intende verificare con le altre Organizzazioni Sindacali del settore le opportune iniziative unitarie di tipo contrattuale e vertenziale.
Politiche di settore. A poco più di tre mesi dall'insediamento del nuovo Governo si osserva la totale assenza, finora, di benché minimi orientamenti di programmazione pubblica e di politiche di settore per la mobilità locale, il trasporto ferroviario e, più in generale, per l'insieme dei trasporti.
I provvedimenti adottati in questo periodo sono assolutamente privi di qualsiasi visione di sistema, tamponano solo parzialmente le più acute crisi aziendali e di settore, non delineano alcuna scelta fondamentale di prospettiva.
Inoltre, in evidente contraddizione con alcuni dei contenuti metodologici del cosiddetto "allegato Infrastrutture" al DPEF, anche su questi temi l'azione del Governo ha in questi mesi ignorato il confronto con il Sindacato, oppure lo ha promosso in modo infruttuoso ed occasionale, come dimostra, per esempio, il tentativo di intervento del Ministro di Infrastrutture e Trasporti nella vertenza sul CCNL unico della Mobilità alla vigilia dello sciopero dello scorso 7 luglio.
Alla luce di queste considerazioni, il percorso di confronto ipotizzato con il Ministro in occasione dell'incontro del 26 luglio con i Segretari Generali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti può rappresentare una opportunità, da valutare attentamente nel concreto dei suoi sviluppi di merito, per riannodare il filo interrottosi nella scorsa primavera sulle tematiche relative alle politiche di settore.
Anche per quanto riguarda tali tematiche, la Filt-Cgil sostiene la necessità di un rafforzamento dell'iniziativa sindacale unitaria, i cui contenuti di proposta, peraltro da tempo elaborati, sono stati alla base dello sciopero generale nazionale dell'intero settore dei trasporti del 30 novembre scorso. Questi contenuti, che hanno caratterizzato il successivo accordo con il Governo del 23 gennaio 2008, devono rappresentare ancora, in continuità con quell'accordo e pur nel nuovo contesto politico, la piattaforma strategica del Sindacato nel settore.
È in base a tale impostazione di merito che la Filt-Cgil:
valuta con grande preoccupazione le nuove disposizioni legislative sulla riforma dei servizi pubblici locali, i cui contenuti fondamentali, combinati con le crescenti difficoltà finanziarie degli Enti Locali, rischiano di depauperare irreversibilmente le aziende pubbliche del settore, senza determinare alcuna reale prospettiva di sviluppo quantitativo e qualitativo del servizio offerto ai cittadini;
ripropone l'utilità per il trasporto locale tutto di un intervento specifico di riforma del D.Lgs 422/1997, sulla base dello schema di D.d.l. approvato dal precedente Governo il 23 novembre 2007 e rispetto al quale si conferma la necessità prioritaria di rafforzare la clausola sociale nei casi di subentro di azienda e verificare le modalità di affidamento, anche alla luce dei nuovi provvedimenti legislativi relativi ai servizi pubblici locali e ale econseguenti preoccupazioni appena descritte;
evidenzia l'esigenza per il trasporto ferroviario di proporre al confronto con il nuovo Governo i punti di attestazione definiti dal Sindacato con il precedente Esecutivo, a partire dall'adozione da parte delle imprese ferroviarie di un unico CCNL di riferimento, tenendo conto della novità prodotta nel frattempo dalla proposta sindacale del nuovo CCNL unico della Mobilità, e dalle modalità di regolazione, individuazione dell'offerta e sostegno finanziario strutturale da definire per il "servizio universale".
Vertenza contrattuale. i dati di adesione di lavoratrici e lavoratori dell'intero settore al secondo sciopero nazionale, svoltosi il 6-7 luglio, a sostegno della vertenza per il nuovo CCNL della Mobilità per gli addetti al trasporto locale, ferroviario e servizi testimoniano la crescente attenzione della categoria ed una consapevolezza sindacale che si va rapidamente radicando.
Forte e costante, però, deve essere l'impegno del Sindacato, a tutti i livelli, per assicurare il rafforzamento nella nuova categoria contrattuale della convinzione dell'importanza della vertenza e sulle ragioni della proposta contrattuale avanzata unitariamente da tutte le Organizzazioni Sindacali di settore.
Importanza della vertenza e ragioni della proposta che:
trovano motivo nell'esperienza maturata in questi anni nel vivo dei processi concreti che riguardano il lavoro e la sua condizione nel trasporto locale, in quello ferroviario e nelle connesse attività di servizi e che confermano la centralità del Contratto Nazionale come strumento fondamentale di tutela collettiva;
si rafforzano, ad ormai oltre sette mesi dalla scadenza dei CCNL precedenti, nella necessità di rispondere al diritto alla tutela del reddito;
si devono intrecciare con l'iniziativa sindacale per l'adeguamento del quadro normativo di regolazione dei processi di riforma e liberalizzazione, per la soluzione delle crisi aziendali, per l'adozione di idonee ed efficaci politiche di sostegno e di sviluppo del settore;
acquisiscono ulteriore motivo nell'esigenza di maggiore tutela contrattuale di cui il lavoro del settore avrà bisogno a seguito delle modifiche legislative apportate e che saranno prossimamente adottate dal Parlamento su appalti, mercato del lavoro, sicurezza sul lavoro e orario di lavoro.
La Filt-Cgil, nell'evidenziare le pesanti responsabilità assuntesi dalle controparti nel negare finora, nonostante l'intesa sottoscritta in sede ministeriale fin dal 21 novembre scorso, l'avvio del negoziato contrattuale con un atteggiamento colpevolmente dilatorio e, per una parte di esse - con argomentazioni strumentali, infondate e pretestuose - addirittura dichiaratamente ostile, è impegnata a promuovere, d'intesa con le altre Organizzazioni Sindacali, e con il sostegno delle Confederazioni, tutte le iniziative utili a rafforzare le ragioni della vertenza contrattuale e sulle politiche di settore, a determinare lo sblocco del negoziato e ad evitare, così, l'inasprimento della vertenza sul terreno conflittuale, coinvolgendo i diversi livelli politico-istituzionali interessati e sviluppando sempre il rapporto con i cittadini e con gli utenti dei servizi.
A questo punto, la Filt-Cgil ritiene che la trattativa sul nuovo CCNL deve finalmente partire sulla base della piattaforma sindacale, nella sua naturale ed autonoma sede di confronto e contrattazione tra le parti sociali, ognuna delle quali, per la propria parte, deve svolgere il proprio ruolo nella pienezza delle rispettive responsabilità e delle reciproche prerogative.
E' in questo senso, d'altra parte, che la Filt-Cgil considera utile l'iniziativa congiunta dei Ministri del Lavoro e di Infrastrutture e Trasporti che quest'ultimo ha proposto di programmare per la prima settimana di settembre in occasione dell'incontro del 26 luglio scorso.