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Pescara, 30/04/2026
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Data: 08/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Abruzzo al voto, candidati scelti dai cittadini di Gianni Melilla (*)

Man mano che passano i giorni l'incredulità e l'amarezza aumentano. Dunque in questi anni in Abruzzo ci sarebbero stati tanti mister Hyde e dottor Jekyll sullo sfondo di una montagna di debiti sanitari alimentata innanzitutto dal malgoverno dei primi anni 2000, con una successione di ben cinque assessori alla sanità di Forza Italia della giunta Pace. I tanti positivi provvedimenti legislativi in materia sanitaria di questa legislatura non sono bastati a cambiare rotta. Non intendo affrontare il tema delle responsabilità penali, sempre personali e da accertare nel massimo rigore, dando per scontata la presunzione d'innocenza degli indagati. Mi preme sottolineare la massima fiducia nell'opera della magistratura e il rispetto per il suo lavoro. Da anni la magistratura è attaccata e si cerca di limitarne l'azione con leggi«ad personam», noi rispettiamo il lavoro della magistratura riconoscendone l'autonomia e l'indipendenza. E aspettiamo gli sviluppi di un'inchiesta complessa e delicata.
E' invece necessario riflettere sugli effetti politici di questo terremoto e capire cosa è necessario fare per ridare piena legittimità all'istituzione regionale. Innanzitutto bisogna tornare al voto presto: la prima data utile è il 30 novembre, lavoriamo tutti per convergere su questa data. La destra non ha le carte in regola per gridare «al voto, al voto», perché quando, nel 2001, un tribunale della Repubblica decretò lo scioglimento del consiglio regionale a seguito dell'annullamento delle elezioni per la candidatura illegittima di Salini, la giunta Pace e la sua maggioranza si opposero e fecero ricorso alla Corte Costituzionale, che però giudicò del tutto costituzionale la legge con la quale fu sciolta la Regione. Presero tempo, fino a che mandarono Salini al Senato. Per questo non hanno nessuna credibilità nella loro palese e strumentale indignazione, perché non sono coerenti. Occorre che tutte le forze politiche che hanno persone coinvolte in questa inchiesta si interroghino seriamente per costruire programmi e liste di candidati che mettano la Regione al riparo da ogni ulteriore pericolo. Per la scelta del candidato presidente servono elezioni primarie di coalizione che consentano agli elettori abruzzesi del centrosinistra di decidere chi meglio interpreti un cambiamento politico e morale.
L'inchiesta giudiziaria della sanità è certamente la più grave, ma ve ne sono altre in corso che coinvolgono la Regione e riguardano la formazione professionale, i trasporti, il turismo (Roccaraso), la promozione industriale, con tanti ex assessori e dirigenti regionali indagati. La questione morale non è solo un fatto penale. La politica deve capire che non può rispondere all'indignazione popolare con sufficienza e autoreferenzialità. E' stato un errore abbassare la guardia su tante degenerazioni clientelari, perché dalla sottovalutazione nasce il fenomeno della deviazione penale. Quando i partiti sono forti e hanno una vita democratica riescono anche ad avere quegli anticorpi che prevengono le degenerazioni. La politica deve essere in grado di fare pedagogia, prevenzione, vigilanza sulla questione morale. Quando i controlli di legalità sono affidati solo alla magistratura, allora è troppo tardi: il corto circuito provoca crisi politica, sofferenze personali, paralisi amministrativa e danni per la comunità.
Dall'attuale crisi si esce rilanciando una nuova visione della politica e rafforzando i partiti nella loro dimensione democratica e di partecipazione popolare. Altrimenti prevarrà la deriva del personalismo plebiscitario con l'irrisione di qualunque vocazione etica della politica. Ed è quello che sta succedendo in Italia da troppi anni. Gaetano Salvemini amava dire che il 10 per cento dei politici è migliore dei cittadini, il 10 per cento è peggiore e il restante 80 è uguale ai cittadini. La buona politica è quella che attinge i suoi rappresentanti da quel 10 per cento migliore.

(*) Coordinatore regionale Sinistra democratica

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