PESCARA. Quattrocentomila turisti all'anno. Trentanovemila studenti. Centomila persone che entrano ogni giorno nel capoluogo adriatico per affari o motivi di svago. «Sono i dati di una città senza confini, di cui ci si può sentire parte anche fuori dal perimetro geografico, ammesso che sia possibile tracciarlo». D'Alfonso ha cominciato così il suo intervento per illustrare il Rapporto Pescara.
E' un documento di 128 pagine zeppo di dati, che fotografano una città in continua evoluzione. Una ricerca minuziosa, presentata ieri pomeriggio, durante un'affollata cerimonia in piazza Italia, con i presidenti della Provincia di Pescara e Chieti, alcuni sindaci e un ospite d'onore, l'economista Aldo Bonomi, presidente dell'istituto Aaster, di Milano, allievo prediletto del presidente del Censis, Giuseppe De Rita. Durante l'incontro pubblico, anche un fuori programma: la protesta degli ambientalisti, con cartelli e striscioni, contro il centro oli di Ortona. «Siamo con voi», ha detto D'Alfonso. Tanti i vip. Tra i volti noti, quelli del senatore Giovanni Legnini, del presidente della Fondazione PescarAbruzzo, Nicola Mattoscio, dell'imprenditore, Gilberto Ferri, del presidente del consiglio regionale, Marino Roselli.
«LA CITTA' INFINITA». E' questo il nome del Rapporto di quest'anno. «Perché città infinita?» ha spiegato il sindaco «perché i suoi confini non coincidono più con quelli di Pescara, ma vanno oltre. Basti pensare che il 67 per cento del Pil abruzzese è prodotto nel quadrilatero tra Pescara e Chieti». D'Alfonso ha proseguito: «A Pescara non esiste solo la categoria dei 123mila cittadini residenti, ma ci sono altri 100mila che vengono qui per richiedere servizi». Altri dati caratteristici sono questi, secondo il sindaco: le 12.450 società presenti sul territorio, i 9mila occupati nelle libere professioni, i 13 milioni di movimenti annui in entrata e in uscita ai caselli autostradali di Pescara.
«Questi dati confermano che è una città che attrae flussi» ha rilevato Aldo Bonomi «se saprà sfruttare questa sua caratteristica, Pescara potrà diventare un nodo nevralgico».
RECORD DEL RISPARMIO. E' Pescara la città più ricca dell'Abruzzo, quella con il reddito medio pro capite più alto (22.618 euro) e dove ci sono più soldi in banca. Nei conti correnti ci sono depositati 2 miliardi 322 milioni di euro, tre volte la somma di Chieti, o di Teramo e due volte e mezza quella dell'Aquila. Il dato sugli impieghi bancari è invece di 5 miliardi 285 milioni e supera di quattro volte le cifre delle altre province.
INVESTIMENTI TRIPLICATI. Nel Rapporto non poteva mancare un apposito capitolo dedicato agli investimenti pubblici. «Nell'arco degli ultimi cinque anni» dice la ricerca «sono state realizzate 412 opere, per un totale di 134.943.780 euro». Dal 2003 al 2007, i soldi spesi dal Comune per migliorare la città sono quasi raddoppiati. «Con il potenziamento delle infrastrutture le distanze si stanno annullando» ha concluso D'Alfonso «Pescara è al centro di uno sviluppo che corre via terra fra le città vicine e procede spedito anche via mare e via aerea verso l'Adriatico e il Mediterraneo».