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Pescara, 30/04/2026
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Data: 08/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Zone franche urbane. No al trasloco degli incentivi al Nord di Luciano D'Alfonso (*)

Il Cipe, a conclusione dell'iter previsto, con delibera numero 5 del 30 gennaio 2008 provvede ad individuare i criteri per «l'identificazione, la perimetrazione e la selezione» delle 18 «Zone Franche Urbane» (Zfu) previste dalle Leggi Finanziarie numero 296/2006 e numero 244/2007, al fine di «favorire lo sviluppo ecomico e sociale di aree degradate nelle città del Mezzogiorno». A tale scopo, si ricorda, è stato previsto un apposito fondo per il cofinanziamento di programmi regionali di intervento con dotazione di 50 milioni di euro/anno per il 2008 e 2009. Il fondo è destinato al finanziamento di incentivi ed agevolazioni fiscali e previdenziali a favore delle nuove attività economiche (1.108-31 dicembre 2012). Le agevolazioni consistono: nell'esenzione dalle imposte sui redditi per 5 anni, esenzione Irap e Ici ed esonero del versamento dei contributi previdenziali. Il 26 giugno 2008 il ministero per lo Sviluppo Economico (Mise), con circolare numero 14180, attiva la procedura e invita i Comuni interessati a presentare entro il 21 luglio le loro proposte alle rispettive amministrazioni regionali. Entro il 5 agosto le Regioni trasmettono al Mise una relazione tecnica nella quale si individuano «le proposte di Zfu di interesse prioritario». Dopo i ritardi dovuti anche alla fase elettorale, un pregevole e positivo cambio di passo, un'accelerazione coerente con le dichiarazioni fatte dai diversi esponenti dell'attuale governo Berlusconi.
Sessantasei sono stati i Comuni che hanno presentato i loro progetti-proposta provvisti dei requisiti comunitari richiesti. Fra questi, segnala in particolare il quotidiano «Sole 24 Ore» di lunedì 4 agosto scorso, «il caso di scuola» rappresentato dal progetto del «Comune di Pescara per il quartiere Portanuova». Per il precedente governo (Prodi) l'introduzione delle Zfu rappresentava il perno della nuova politica per il Mezzogiorno. Ma, improvvisamente, il giorno successivo alla trasmissione da parte delle Regioni delle proposte, quando il Mise, secondo l'iter indicato dalla circolare del 26 giugno, con Scajola già ministro, dovrebbe procedere all'istruttoria «da effettuare in collaborazione con le Regioni, per l'individuazione delle Zfu da proporre al Cipe per l'ammissione a finanziamento», il ministro blocca la procedura e fa sapere che «i criteri di selezione sono da rifare»!?. «I requisiti furono definiti, in coerenza con l'obiettivo principale di dare una spinta al Sud», ma «adesso», scrive il Sole 24 Ore «forse anche per il pressing della Lega (visto che solo dieci Comuni su 66 sono del centro-nord), quando tutto è concluso è già tempo di cambiare».
Per l'annunciato ed imminente federalismo solidale le premesse non sembrano molto incoraggianti. Si spera che queste si rivelino solo preoccupazioni eccessive, ma viene, comunque, da chiedersi se tutti gli italiani apprezzeranno e se tutte le forze politiche, anche di centro-destra, saranno disposte a supportare con il loro tacito consenso questo trasloco annunciato.

(*) sindaco di Pescara

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