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Pescara, 17/06/2026
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Data: 09/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Cliniche, bloccato un tesoro di 118 milioni. La Commissione ispettiva: fatture e prestazioni dubbie, la Regione non paghi

Dalle verifiche a campione emergono somme non dovute come i 61 milioni chiesti dal gruppo Angelini-Villa Pini

PESCARA. Sono 118 milioni di euro. E' il tesoro emerso dai controlli fatti a campione sulle fatture presentate dalle cliniche private alla Regione. Soldi che secondo la Commissione ispettiva regionale messa in piedi dalla giunta di centrosinistra non devono essere erogati perchè o non ci sono riscontri di prestazioni, oppure si tratta di prestazioni sanitarie dubbie o gonfiate. Le cifre sono riportate nella tabella accanto con le indicazioni delle cliniche. Milioni riemersi e bloccati sono il frutto di verifiche su appena un arco di tre anni 2005-2007.
Tanto da far ipotizzare che gli abruzzesi pagano le tasse per un deficit che, a ben guardare, poteva essere evitato se solo venivano fatte delle semplici verifiche.
Un sistema di mancati controlli che è andato avanti per oltre venti anni.
La vicenda dei 118 milioni di euro bloccati è esemplare. Se le decurtazioni fatte dalla Commisssione ispettiva saranno dichiarate a tutti gli effetti reali, allora i soldi vantati dalle cliniche sanitarie abruzzesi sarebbero debiti insussistenti e la Regione potrà tenerseli in cassa.
Nel merito delle cifre relative delle prestazioni sanitarie contestate emerge che il gruppo che fa capo all'imprenditore Enzo Angelini, il grande accusatore che con le sue rivelazioni di presunte corruzioni ha decapitato la giunta regionale, aveva chiesto alla Regione per due imprese: Villa Pini e Sanatrix, il pagamento di oltre 61 milioni di euro. Soldi che secondo la Commissione devono essere bloccati. Ma il caso Villa Pini-Sanatrix non è isolato, anzi, per la Commissione tutti i protagonisti della sanità privata hanno presentato rimborsi per prestazioni per le quali la Regione non deve sborsare un euro. Le cifre, infatti, rimangono da capogiro anche per altre cliniche, come Villa Letizia con 11 milioni e mezzo, di fatture contestate; Villa Serena con 13 milioni e 400 mila euro, la Santamaria con 6 milioni e 200 mila euro; la Di Lorenzo con 4 milioni; la clinica Pierangeli con circa 5 milioni di euro; la San Raffaele con 2 milioni e mezzo. Fino, per così dire agli spiccioli, come la clinica Nuovasalus che ha visto il blocco di 385 mila euro.
Una montagna di milioni che per la Commissione ispettiva permanente voluta dalla giunta regionale presieduta dall'ex presidente Ottaviano Del Turco e dall'ex assessore Bernardo Mazzocca, non vanno erogati.
Anzi nei verbali gli ispettori sollecitano ulteriori accertamenti per verificare la possibilità di un recupero di altre somme. I 118 milioni, infatti, emergono solo da fatture analizzate con il «metodo a campione», allargando i controlli e andando a ritroso negli anni, probabilmente ci sarebbero ulteriori sorprese.
Alla luce dei soldi recuperati emerge uno spiraglio che appare positivo: i conti della sanità abruzzese, se saranno messe in salvo le somme bloccate e incentivando altri controlli, non sono poi così catastrofici.
In altri versi l'Abruzzo deve allo Stato per onorare il piano anti deficit siglato tra Regione e ministero della Salute, 294 milioni di euro. A questo debito possono però essere sottratti i 180 milioni scovati per gli anni 2005-2007. Un calo del deficit che seppure non bloccherebbe l'arrivo del commissario almeno scongiurerebbe nuove tasse.
E' la teoria del presidente della Commissione bilancio della Regione Abruzzo, Angelo Orlando, del gruppo di Rifondazione.
«In primo luogo», osserva Orlando, «è bene che si raffreddino le polemiche inutili e si tenga conto della realtà dei fatti e dei conti. I numeri mostrano che basta fare solo dei semplici controlli su dove ci sono spese dubbie e la prospettiva delle tasse può essere allontanata. Le politiche dell'emergenza dei conti non chiari hanno, invece, spalancato le porte ai dissesti, alle cartolarizzazioni e alla catastrofe della politica».

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