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Pescara, 17/06/2026
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Data: 09/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Fondi Fas, L'Aquila tagliata fuori». L'allarme lanciato dal Movimento per le autonomie: altri si sono mossi in tempo

L'AQUILA. Si tratta dell'unico canale di finanziamento per i prossimi anni. Ma degli 854 milioni di euro dei fondi Fas riservati all'Abruzzo, il capoluogo di regione ne potrebbe vedere ben pochi. A lanciare l'allarme sono i rappresentanti del Movimento per le autonomie: ormai la programmazione per la ripartizione delle risorse nazionali destinate alle aree sottosviluppate è in fase avviata e le fette più consistenti sarebbero già indirizzate verso la costa.
«Dove erano gli strateghi della politica aquilana», ha tuonato in conferenza stampa il consigliere regionale Giorgio De Matteis, «mentre si decidevano le 10 macroaree da finanziare, indicando priorità e obiettivi? Basta sfogliare il documento del piano attuativo regionale (Par), per rendersi conto che altri si sono mossi in tempo e che soprattutto sul fronte delle infrastrutture e della mobilità i giochi sono ormai fatti».
L'atto d'accusa di De Matteis, affiancato da Emanuele Imprudente e Corrado Ruggeri, è nei confronti del sindaco Massimo Cialente - «lo avevamo avvisato da mesi» - e anche della presidente della Provincia Stefania Pezzopane.
«In Regione si respira già clima di campagna elettorale», ha detto Imprudente, «ma intanto si prendono anche decisioni importanti, come la ripartizione dei fondi Fas. E la città dell'Aquila perde un'altra grande occasione».
Stabilito il piano attuativo regionale, che la Regione andrà a contrattare con il governo entro al fine dell'anno, modificare la programmazione sembra un'impresa quasi impossibile. «E così, dei 180 milioni di euro destinati alla mobilità, all'Aquila resteranno solo le briciole», ha sottolineato De Matteis, «visto che sono già indirizzati verso il servizio ferroviario metropolitano regionale e verso il collegamento ferro-gomma con Roma. Così come i 25 milioni di euro, per la valorizzazione delle risorse naturali e culturali, in partenza verso la costa teatina. Nessun riferimento all'Aquila, per la metropolitana, oppure all'Alto Sangro. Si pensa a cambiare gli assessori e ad asfaltare qualche strada, e intanto si perdono i treni importanti».
Corrado Ruggeri ha ricordato la legge sull'Aquila capoluogo. «Solo chiacchiere, i fatti sono questi: nessun intervento di peso per il capoluogo di regione, nella programmazione delle uniche risorse disponibili fino al 2013».

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