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Pescara, 17/06/2026
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Data: 10/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Abruzzesi più poveri, riduciamo le tariffe» I sindacati: patto con i Comuni per dare più servizi a costi minori

PESCARA. Gli abruzzesi si sentono poveri. Secondo il rapporto annuale dell'Istat, insieme a lucani, calabresi e campani, sono ultimi nella classifica del benessere percepito dalla popolazione. Un concetto che è associato alla disponibilità di reddito, oltre che agli effetti psicologici derivanti dalla classe sociale di appartenenza. In Abruzzo, inoltre, aumenta il numero di chi rinuncia a cercare lavoro.
Particolarmente penalizzate le donne, relegate sempre più a un ruolo assistenziale all'interno delle famiglie, anche a causa della carenza di strutture per l'infanzia e per l'inabilità. Una situazione di emergenza che ha spinto Cgil, Cisl e Uil a sottoscrivere con l'Anci Abruzzo un protocollo allo scopo di aprire una stagione di contrattazione sociale con i comuni. Equità fiscale, tariffe sociali, politiche sociali, servizi all'infanzia, formazione, politiche giovanili e ambientali, migranti e fondi europei sono le questioni al centro del confronto.
«La crisi economica a livello nazionale, la crescita dell'inflazione, l'aumento del lavoro precario, la perdita di potere d'acquisto di salari e pensioni e la conseguente crisi sociale», rileva Alessandra Genco, segretaria regionale alle politiche economiche della Cgil Abruzzo, «nella nostra regione si traduce in questo dato inquietante su cui hanno inciso anche le vicende economiche della sanità abruzzese e la bufera giudiziaria che ha travolto la giunta». Per il sindacato potere d'acquisto e salari sono questioni centrali. «Le politiche di bilancio», osserva la Genco, «incidono in maniera determinante su qualità e condizioni di vita dei cittadini e sullo sviluppo economico del paese. Prima del terremoto giudiziario avevamo presentato una bozza d'intesa su salari e pensioni anche alla Regione», ricorda la sindacalista della Cgil, «ma il deficit della sanità e gli arresti dei vertici della Regione hanno impedito di concretizzare un accordo che per noi resta prioritario». Per questo la Cgil chiede che le risorse del bilancio regionale siano destinate equamente anche agli enti locali e alle unioni dei comuni. «E' l'unico modo per evitare il collasso dei servizi e delle strutture», sottolinea la Genco, «gli abruzzesi, già scossi dallo scandalo della sanità, fortemente penalizzati dalla pressione fiscale e danneggiati dall'insufficienza di strutture e servizi, si aspettano un maggiore rigore morale della politica e una gestione più trasparente della cosa pubblica, evitando che il risanamento dei conti pubblici passi ancora una volta per le loro tasche».

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