L'AQUILA. Non tutto il Consiglio regionale è d'accordo sulla data delle elezioni fissata per il 30 novembre. Per un buon numero di consiglieri regionali il termine deve essere dilazionato, una ipotesi formulata è a gennaio, per evitare difficoltà all'Abruzzo per «problematiche organizzative ed incongruenze legislative». Nel nutrito gruppo dei consiglieri di palazzo dell'Emiciclo, c'è chi pensa ad un rinvio ad aprile in concomitanza con le provinciali ed europee. Comunque, a pochi giorni dalla decisione del presidente vicario, Enrico Paolini, che ha annunciato la firma del decreto sulla data delle elezioni per il 13 agosto, il tema è destinato ad infiammare un clima che crea tensioni all'interno del Consiglio e nei gruppi politici.
Ad esempio, oggi i consiglieri di centrodestra terranno una conferenza stampa convocata, come ha sottolineato il capogruppo azzurro, Nazario Pagano, «per smascherare quanto nel centrosinistra vogliono andare al voto ad aprile».
Il partito del voto rinviato ad aprile sta lavorando da tempo per fare strategie nelle segrete stanze, con la caratteristica che i consiglieri in questione pubblicamente si sono sempre affannati a dirsi disponibili per il 30 novembre. Una posizione di mediazione è quella rappresentata al presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, che aprirà domani un confronto il presidente vicario della Regione, Enrico Paolini. «Personalmente sono convinto che bisogna votare prima possibile, anche la settimana prima del 30 novembre», ha spiegato Roselli, «devo però dire che molti consiglieri mi hanno fatto notare che ci sono incongruenze legislative e problematiche organizzative. Nell'incontro che avremo il 12 agosto le riporterò ufficialmente visto che il mio ruolo istituzionale è di informare sulla posizione dei consiglieri regionali». Oggi Roselli farà delle verifiche con i tecnici regionali sulle questioni poste dai consiglieri regionali, approfondirà con i tecnici la questione e continuerà ad ascoltare le ragioni dei consiglieri regionali per farsi un'idea complessiva.