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Pescara, 17/06/2026
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Data: 12/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Il gip: tutti ai domiciliari tranne Masciarelli. A casa Del Turco, Boschetti, Cesarone, Conga, Quarta e Zelli. Bloccato Mazzocca

SULMONA. Sono le ore 13 e 08 minuti quando Ottaviano Del Turco si lascia alle spalle il portone in ferro del supercarcere di Sulmona. Poche parole rivolte ai cronisti: «Sono stato trattato benissimo, bellissimo prologo che attende il processo. Non vedo l'ora di guardare negli occhi il mio accusatore». Alla richiesta delle sue condizioni di salute, risponde: «Sono in grande forma». Sono passati 28 giorni da quando all'alba del 14 luglio venne arrestato. Su di lui pesa l'accusa di aver preso tangenti, 6 milioni di euro, che l'imprenditore-corruttore della sanità privata, Vincenzo Angelini sostiene di avergli versato.
Angelini, anch'egli sotto inchiesta, si è pentito e, dalla scorsa primavera, ha cominciato a collaborare con i magistrati della procura di Pescara guidata da Nicola Trifuoggi, raccontando la sua verità. Denunciando l'esistenza di un sistema di tangenti che ruotavano intorno alla sanità abruzzese. Tira in ballo esponenti di due governi regionali, di centrodestra prima e di centrosinistra ora. Ricostruisce l'ammontare dei pagamenti di mazzette: 14 milioni di euro pagati.
A questo proposito ieri mattina, ascoltato dai pm della Procura di Pescara, l'avvocato Carlo Taormina ha rilanciato la pista del memoriale. Un documento, una mappa delle tangenti, scritto dall'ex presidente della Finanziaria regionale abruzzese, Giancarlo Masciarelli, di cui Taormina è stato legale. L'avvocato ha detto ai giudici di avere una copia di quel memoriale, ma si è trincerato dietro il segreto professionale. Secondo Taormina le tangenti non si fermavano a Pescara ma arrivavano fino a Roma. Un meccanismo che coinvolgerebbe anche esponenti nazionali di Forza Italia.
La decisione di scarcerare Del Turco è stata presa ieri mattina dal giudice per le indagini preliminari Maria Michela Di Fine, dopo che venerdì la procura aveva dato il suo parere positivo agli arresti domiciliari. In precedenza, il 7 agosto, tutti gli indagati avevano ritirato la richiesta di scarcerazione presentata al tribunale del riesame dell'Aquila. Il prossimo passaggio è previsto l'8 settembre: un confronto tra gli indagati, Del Turco in testa, e il loro accusatore Angelini. Il motivo del passaggio dal carcere ai domiciliari lo ha riassunto così il gip: per Ottaviano Del Turco «è del tutto cessato il pericolo di inquinamento probatorio, ma non si esclude però in astratto la possibilità di reiterazione di reati della stessa specie di quelli per cui si procede». Le stesse motivazioni sono state anche utilizzate per Lamberto Quarta, ex segretario della presidenza del giunta abruzzese; Camillo Cesarone, capogruppo del Pd e Antonio Boschetti, ex assessore alle attività produttive. Arresti domiciliari per l'ex amministratore delegato della Humangest, Gianluca Zelli, l'uomo accusato di aver trasferito all'estero, in paradisi fiscali, 20 milioni di euro, e per l'ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga, l'unico a tornare a casa in taxi.
Discorso diverso per Masciarelli, l'uomo della finanza pubblica abruzzese che resta ai domiciliari. Così anche l'ex assessore alla sanità, Bernardo Mazzocca, bloccato all'obbligo di dimora. Per entrambi il gip sottolinea che non sono emersi elementi di attenuazione del quadro cautelare. L'inchiesta sulle tangenti abruzzesi non è chiusa. Trifuoggi su questo è stato chiaro: «E' solo un primo passo».

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