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Pescara, 17/06/2026
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Data: 12/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Ritorno a casa tra applausi e sorrisi. L'ex presidente ad amici e parenti: «Bello Collelongo, qui sto meglio»

COLLELONGO. Ottaviano Del Turco torna nella sua amata Collelongo che è quasi la stessa ora di quando aveva lasciato il paese. Era il 14 luglio scorso quando tre sottufficiali della guardia di finanza di Pescara gli notificarono l'ordinanza di arresto della Procura per le presunte tangenti pagate dal re delle cliniche Angelini e lo portarono al supercarcere di Sulmona.
Sono da poco passate le 14 quando Ottaviano Del Turco scende dall'auto del figlio Guido per entrare nel cortile di casa, accolto da una ventina di giornalisti e altrettanti collelonghesi, tra cui il sindaco Angelo Salucci e il vice presidente del consiglio regionale Nicola Pisegna Orlando. C'è anche il suo ex fotografo Slim, la sua segretaria a Palazzo Centi, e poi nipoti e amici. I fratelli Alfiero e Quintiliano non si vedono, ma aspettano una sua telefonata per raggiungerlo a casa.
Per tutto il giorno sindaco e compaesani avevano atteso l'ex presidente davanti all'ingresso principale della casa, in vico Quarto numero 1, tra la chiesa della Madonna delle Grazie e piazzetta della Libertà. Anche il 14 luglio erano tutti lì, impazienti di sapere se davvero l'ex ministro e governatore sarebbe finito in carcere. Una notizia incredibile per Collelongo.
Ieri però l'impazienza era determinata dal desiderio di rivedere l'amico o il parente assente da 28 giorni. Come nel caso del sindaco Salucci, che per tre volte ha tentato di visitare l'amico Ottaviano in carcere, e per tre volte la sua richiesta è stata respinta dal gip. E' il sorriso di Del Turco a spazzare definitivamente angoscia e dispiacere tra amici e compaesani. «Sto bene, adesso la cosa che mi interessa di più è che i giudici accelerino i tempi del processo», sono le prime parole dell'ex presidente della Regione, che quando varca il cancello del cortile di casa - dove un giardino ben curato tradisce la mano della compagna Cristina D'Avanzo - si intrattiene col suo gatto e il suo cane, che accarezza e prende in braccio con affetto e felicità.
A chi gli fa domande sull'inchiesta risponde: «Le domande dopo l'8 settembre». A chi gli chiede come si sente: «Adesso sto meglio». Ancora sorrisi a fotografi e telecamere, poi entra in casa. Pochi minuti dopo Del Turco si affaccia dal balconcino della camera e saluta con la mano e con un sorriso le persone ancora ferme lungo la via oramai bloccata al traffico. «E' bello Collelongo. Adesso vado a farmi una doccia», saluta con la mano e con un sorriso prima di congedarsi definitivamente. Riceve un applauso e qualche grido di «bentornato presidente».
Dopo la doccia, nonostante le bontà preparate dalla compagna e dalle nuore, l'ex presidente mangerà soltanto frutta, soprattutto uva. «Ci ha detto di voler mantenere un'alimentazione più sana, ma io credo che il suo stomaco rimarrà chiuso ancora per un po' di tempo, come il mio», racconterà più tardi Guido Del Turco, che di cibo non ne ha toccato per tutto il giorno. Ed è proprio il figlio, giornalista di Canale 5, a soddisfare in parte le curiosità dei colleghi che lo circondano nel giardino della piazza. «Io e mio padre non amiamo la velocità, ma oggi mi chiedeva continuamente di andare più veloce, voleva tornare presto a Collelongo», racconta Guido. «Ha parlato sempre lui. Ha detto che è sereno e di stare tranquilli. E' lui che ci ha ridato serenità. E ha detto: "viva la libertà"».
Sono le 14,30 quando la prima pattuglia dei carabinieri passa davanti casa Del Turco. Un secondo controllo arriva alle 15,15. Altri ne arrivano quasi ogni ora. Da ieri l'ex presidente è detenuto a casa sua e può ricevere solo i congiunti più stretti e gli avvocati. (l.d.f.)

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