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Pescara, 17/06/2026
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Data: 12/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Elezioni a novembre, la fronda dei consiglieri. In tre chiedono un rinvio. Pagano (Pdl): una manovra del segretario Pd D'Alfonso

Pisegna, Evangelista e Caporale «Un azzardo andare alle urne con l'inchiesta ancora in corso»

L'AQUILA. La caccia ai consiglieri regionali che chiedono di rinviare il voto da novembre ad aprile, ha fruttato tre nomi: Walter Caporale dei Verdi; Nicola Pisegna Orlando, del Pd e Bruno Evangelista del gruppo misto. Con coraggio hanno esposto il petto al fuoco di centrodestra e centrosinistra immolandosi alla causa del rinvio. Hanno anche esaudito il capogruppo di An, Castiglione che ha chiesto di conoscere «i nomi dei consiglieri che preferirebbero votare nella prossima primavera. Troppo comodo tirare il sasso e nascondere la mano».
Critiche sono arrivate anche al presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, che aveva riferito della volontà di un parte dei consiglieri di andare al voto in aprile.
«Ho riferito che ci sono consiglieri che chiedono il rinvio. Per me», dice Roselli, «possiamo votare anche ad ottobre».
Il Popolo della libertà, invece, replica al vetriolo e denuncia inciuci e accordi segreti.
«Marino Roselli sta giocando sporco nel tentativo di far slittare il voto all'anno prossimo. Il mandante dell'operazione è il segretario regionale del Partito Democratico, Luciano D'Alfonso». Sospetta Nazario Pagano, capogruppo di Forza Italia alla Regione, durante una conferenza stampa tenuta a Pescara assieme a Daniela Stati, vice presidente del consiglio regionale e i capigruppo Alfredo Castiglione, di An, Mario Amicone, dell'Udc e Bruno Sabatini della Dc.
«Qualora le manovre del centrosinistra», ha annunciato il capogruppo regionale di Forza Italia, «centrassero l'obiettivo di far slittare il voto ad aprile, il centro destra si asterrebbe dalle attività del consiglio regionale e dai lavori delle commissioni».
Oggi Roselli si incontrerà con il presidente vicario Enrico Paolini per iniziare l'iter burocratico per le procedure delle elezioni anticipate.
«Alle 9 vedrò Roselli, lo ascolterò e sarà fatto un verbale», spiega Paolini, «poi domani ci sarà l'incontro con il presidente della Corte d'appello per valutare i tempi tecnici per le elezioni anticipate e alle 12 terrò una conferenza stampa a Pescara. In questa occasione dirò che per me il voto si potrà tenere il 30 novembre, non vedo ragioni oggettive reali per un rinvio».
Lo sparuto gruppetto dei sostenitori del rinvio ha una sua teoria.
«Intanto», dice il vice presidente del Consiglio, Nicola Pisegna Orlando, «sarebbe bene attendere il chiarimento della vicenda giudiziaria, che influirà sulle elezioni, per permettere alla gente di farsi un'idea ascoltando le ragioni degli indagati. Poi, e questo è un elemento di preoccupazione, votando a novembre la nuova legislatura si aprirebbe subito con l'emergenza dell'esercizio provvisorio. Anche altri colleghi la pensano come me, Caporale lo ha detto in Consiglio, altri si nascondono».
Stesso discorso per Bruno Evangelista, del gruppo misto. «Gli elettori vogliono chiarezza e che siano accertate tutte le responsabilità. A questo punto dobbiamo porci una domanda», si interroga Evangelista, «è giusto discutere aprioristicamente della data mentre gli eventi giudiziari sono in pieno svolgimento? Senza parlare di una maggioranza di centrosinistra che pure dovrebbe discutere di quello che è accaduto e sta accadendo. Poi ci sono le questioni tecniche e di bilancio. Per questo dico meglio votare ad aprile».
Nel Pd però il dado è tratto.
«I consiglieri regionali del Partito democratico, ad accezione di Pisegna, hanno già da una settimana scritto e firmato una lettera a Paolini e Roselli nella quale si chiede di votare entro il 30 novembre», ricorda Camillo D'Alessandro, vice segertario regionale, «questa è la nostra posizione ufficiale. Roselli fa il notaio ed avendo parlato con tutti i consiglieri, registra altre posizioni».
La conferma arriva anche dal consigliere regionale del Pd Maria Rosa La Morgia: «Abbiamo fatto un documento che parla chiaro: bisogna rimettere al più presto l'istituzione in grado di funzionare per dare risposte adeguate».
Nel centrodestra, al momento, ci si muove all'unisono per il voto a novembre.
«Ribadiamo la richiesta», dice il capogruppo dell'Mpa, Giorgio De Matteis, «il bilancio? Non mi pare possa essere una preoccupazione, il centrosinistra per tre anni ha approvato entro i termini un documento inesistente per il quale è servita una variazione a giugno».
Il consigliere dei Liberaldemocratici, Antonio Verini, parla anche a nome della federazione di centro e spezza una lancia a favore di Roselli. «Sul fatto che la maggioranza dei consiglieri vuole votare ad aprile, ha ragione il presidente Marino Roselli», osserva Antonio Verini, «ci sono problemi legati agli esercizi provvisori ogni volta che si vota. Però non c'è alternativa. Oggi non si può giustificare un rinvio: ci vorrebbe un grande accordo con obiettivi precisi, in caso contrario la data giusta è il 30 novembre. Ma credo sia tardi: bisognava ragionare prima».

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