GENOVA. Otto dipendenti di Trenitalia sono stati licenziati perchè scoperti mentre uno di loro timbrava il cartellino per tutti. Il fatto è avvenuto all'officina riparazioni di Genova. La notizia è stata data ieri dal quotidiano genovese «Il corriere mercantile». Il fatto risale al 14 luglio scorso. Secondo la ricostruzione dei colleghi, gli otto operai avevano lavorato dalle 8 alle 16, ma avevano accettato una prestazione straordinaria terminando poco prima delle 18.
A quel punto sette sono corsi negli spogliatoi ed hanno lasciato al collega l'incarico di timbrare i cartellini, pare per guadagnare qualche minuto e prendere un treno per tornare a casa. Invece il collega è stato scoperto dal capo reparto che ha sequestrato i cartellini ed ha informato la direzione di Trenitalia. Gli otto ferrovieri hanno cercato di spiegare di essersi assentati solo per qualche minuto, prima della timbratura del cartellino. Non solo, ma hanno anche inviato la relazione di servizio per il lavoro straordinario svolto. Però non c'è stato nulla da fare: gli otto hanno ricevuto l'avviso di licenziamento con decorrenza immediata.
«Abbiamo applicato l'articolo 7 dello Statuto dei lavoratori - dicono alle Ferrovie dello Stato - perchè siamo di fronte a una grave violazione accertata. Una violazione che va a rompere il rapporto di fiducia che deve intercorrere fra il datore di lavoro e il dipendente». Le Ferrovie (che hanno già avviato la pratica per assumere altri 8 lavoratori) spiegano che «negli ultimi 12 mesi sono stati 35 i dipendenti del gruppo Fs che sono incorsi in licenziamenti per violazioni gravi agli obblighi del contratto di lavoro». «Abbiamo impostato la linea del massimo rigore - dicono -. Il tutto nell'assoluto rispetto di quanti lavorano ogni giorno con impegno e serietà e nella piena osservanza delle norme previste».
La Filt Cgil di Genova riconosce che gli otto hanno commesso una «leggerezza», ma parla di provvedimento «sproporzionato». «L'effetto Brunetta ha fatto proseliti anche nelle Fs - dice Fabrizio Castellani - e comunque i provvedimenti sono stati impugnati davanti al giudice. Questi lavoratori avevano finito il turno alle 16, ma erano rimasti fino alle 18, secondo quanto risulta dal verbale di riconsegna dei locomotori riparati. E gli emolumenti sono stati loro riconosciuti fino a quell'ora, indipendentemente dalla timbratura del cartellino. Per una cosa del genere il contratto prevede una sanzione che, se applicata con durezza, può raggiungere al massimo i cinque-sei giorni di sospensione. Nessuno di noi avrebbe mai pensato ad un licenziamento senza preavviso». E la Regione Liguria interviene con l'assessore ai trasporti, Enrico Vesco. «Spero che Trenitalia ci ripensi - dice - perchè la contestazione di una generica rottura del rapporto di fiducia è una motivazione debole, con la quale si vuole dar seguito ad una campagna di delegittimazione del lavoro pubblico». «Le officine di manutenzione - ricorda l'assessore - operano per rendere utilizzabile il materiale rotabile che, in Liguria, ha un'anzianità media di oltre 20 anni». (g.f.)