Iscriviti OnLine
 

Pescara, 17/06/2026
Visitatore n. 755.032



Data: 13/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Del Turco controllato giorno e notte dai carabinieri. Il primo giorno a Collelongo. L'ex presidente legge e dipinge come a Sulmona. «E' un detenuto come altri»

Nel paese in festa un continuo passaggio di pattuglie

COLLELONGO. Prima notte e primo giorno agli arresti domiciliari a Collelongo per Ottaviano Del Turco. Scenario diverso, molto diverso dal supercarcere di via Lamaccio. Ma identici impegni per il detenuto: lettura di giornali e libri, pittura, cibi leggeri e pranzo e a cena. Ieri mattina l'ex presidente della giunta regionale si è alzato presto e ha ricevuto il figlio Guido, che gli ha portato praticamente tutti i giornali che raccontavano della sua scarcerazione. Poi il figlio Guido è partito, è tornato a Roma, e l'ex governatore dopo la lettura è sceso nel suo laboratorio, a dipingere.
Nella Collelongo che proprio ieri ha iniziato i festeggiamenti della Madonna dell'Assunta e di San Rocco - con la vicina piazza della chiesa addobbata con le luminarie e con la cassa armonica che ospita la fanfara dei bersaglieri -, in tanti si fermano nella vicina Vico Quarto, dove c'è casa Del Turco, per vedere se l'ex presidente si mostra nuovamente in pubblico. Come lunedì scorso, quando ha salutato amici e parenti appena tornato da Sulmona, dopo 28 giorni di detenzione, affacciandosi dal balcone di casa.
Invece quella di Ottaviano Del Turco è una presenza invisibile. Come quando era a Sulmona. E' cambiato lo scenario della detenzione, ed è cambiato anche il tipo di controllo di questa detenzione. Della sua presenza in paese ci si accorge quasi ogni ora, quando la pattuglia dei carabinieri arriva fin sotto al portone di casa, fa manovra e poi si allontana. Anche i finanzieri in borghese sono tornati a controllare. L'ex presidente non si vede e non si fa vedere. Sta leggendo. O sta dipingendo. O parla con la moglie Cristina o con il fratello Alfiere. O coccola il suo cagnolino Sutin, o il suo gatto.
Neanche in tarda mattinata, quando il sindaco Angelo Salucci depone una corona nel monumento ai Caduti che si trova in piazzetta della Libertà, proprio davanti alla casa di Ottaviano Del Turco, i presenti che osservano le finestre trovano traccia della presenza dell'ex presidente. Nel breve discorso del sindaco che ricorda i Caduti davanti alla fanfara, neanche un accenno all'amico detenuto in casa. Solo la distribuzione della "cicirinate" - la tipica zuppa di grano, ceci, fagioli, lenticchie e altri legumi che si fa a Collelongo nelle feste - allontana un attimo i pensieri sul compaesano agli arresti domiciliari.
Poco dopo tornano i carabinieri che provengono da Trasacco. «Per noi Del Turco è un detenuto come gli altri, che va controllato anche a sorpresa, e ad accertare la sua presenza possono anche non essere i carabinieri, ma tutte le forze di polizia», spiega il comandante Marco Croce. Nella Collelongo in festa, per ora l'unica processione è quella delle pattuglie.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it