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Pescara, 15/05/2026
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Data: 27/06/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Statale Adriatica vietata ai Tir. Da ieri i mezzi pesanti deviati sull'A14 dalle 19 fino alle 5. La Regione paga il 60% del pedaggio. Gli autisti: ma in autostrada mancano aree attrezzate

PESCARA. È scattato ieri il divieto di circolazione dei tir sulla statale 16 Adriatica. Fino al 9 settembre, dalle 19 alle 5, i mezzi pesanti avranno l'obbligo di deviare sull'autostrada A/14 nei territori di Molise, Abruzzo e Marche. È l'effetto dell'accordo di programma sottoscritto l'8 giugno scorso dalle tre regioni assieme ad Anas, Comitato centrale dell'Albo degli autotrasportatori per conto di terzi, Società Autostrade e alle principali associazioni degli autotrasportatori. I veicoli interessati all'iniziativa sono gli automezzi di oltre 7,5 tonnellate adibiti al trasporto stradale di merci.
Il provvedimento è stato deciso per limitare la congestione della circolazione sulla statale Adriatica, un'arteria che registra un alto tasso di incidenti e un livello di inquinamento acustico e atmosferico superiore alla media.
Il costo che deriva dalla deviazione del traffico, rappresentato dal pedaggio autostradale, sarà ripartito tra Regioni (60 per cento) e autotrasportatori (40 per cento). Per disciplinare il pagamento della quota di tariffa a carico delle Regioni, la società Autostrade per l'Italia e le Regioni interessate stipuleranno una convenzione.
Nessun disagio per i camionisti. «È un provvedimento al quale siamo abituati ormai da quindici anni» dice Gabriele Liberatore, titolare della «Soget» e componente del direttivo regionale della Federazione autotrasportatori italiani (Fai). «Una volta riguardava il tratto da Rimini fino a Taranto, con autostrada totalmente gratuita. Poi, pian piano, ci siamo dovuti anche noi accollare la nostra parte. A mio parere il divieto dovrebbe essere in vigore 24 ore su 24, com'era una volta, ma purtroppo gli enti pubblici dovrebbero tirare fuori troppi soldi e non si fa».
A causare difficoltà ai trasportatori è piuttosto la mancanza di infrastrutture adeguate. «Il problema è un altro: da anni denunciamo la mancanza di aree attrezzate per la sosta dei veicoli, perché dopo nove ore di guida i mezzi pesanti si devono fermare per altrettate ore: servono infrastrutture, perché gli autisti sono costretti a fermarsi in piccole piazzole in cui mancano anche i servizi igienici. Le tariffe autostradali sono care, ma le aree di servizio non ci sono né qui né al nord, è un problema nazionale. Senza considerare che manca anche un'officina: se ti si rompe un camion devi chiamare il carro attrezzi e pagare un sacco di soldi, al danno si aggiunge la beffa».

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