Nuovi dati sulla sanità «Il debito sta scendendo dobbiamo solo 190 milioni»
PESCARA. «Il 30 novembre e il primo dicembre sono le prime e ultime date utili». Scherza il presidente Enrico Paolini nel riferire una battuta del presidente della Corte d'Appello dell'Aquila, Mario Della Porta, che ieri mattina nel firmare il decreto per indire le elezioni regionali anticipate, ha osservato che quelle due date sono le uniche per evitare agli abruzzesi di recarsi alle urne sotto Natale. Elezioni quindi, senza rinvii, così come chiesto da quasi tutti i consiglieri regionali.
Paolini scende dalla sala della giunta, al quinto piano del palazzo della Regione, con 15 minuti di ritardo. Sono le 12.20, lo attende una piccola folla di cronisti e telecamere. Esordisce dicendo che è reduce da una trasferta a Vasto dove ha incontrato il presidente Della Porta che chissà perchè ha rinunciato all'austera e istituzionale sede dell'Aquila. Il verbale, infatti, riferisce che l'intesa è stata siglata «in Vasto nella casa Comunale». Il documento sancisce che gli abruzzesi torneranno alle urne il 30 novembre e il primo dicembre 2008. Così si conclude la prima parte dell'iter elettorale. Martedì Paolini aveva incontrato il presidente del Consiglio regionale Marino Roselli per ascoltare le sue valutazioni. «Prima del 30 novembre non c'era una data utile. Sono stati rispettati tempi e modi», ha osservato Paolini. Come presidente vicario della giunta regionale ha ripercorso l'impegno «profuso con umiltà» nel suo ruolo istituzionale dopo la data del 14 luglio, giorno degli arresti del presidente Del Turco e di alcuni assessori. Paolini ha assicurato che negli ultimi trenta giorni la Regione ha lavorato «per mettere al sicuro» i finanziamenti destinati all'Abruzzo, che ora «non perderà neppure un euro». Sulla data del 30 novembre per le elezioni, Paolini ha ricordato che tutti i partiti erano d'accordo, tranne i Verdi con il capogruppo Walter Caporale, i consiglieri Bruno Evangelista (Movimento per l'Abruzzo) e Nicola Pisegna Orlando, vicepresidente del Consiglio regionale e componente di Alleanza Riformista del Pd. Poi di nuovo nel rispondere alle domande Paolini ha ripreso la questione della sanità e del debito delle Asl. Il 2 settembre prossimo, Paolini, parteciperà a un tavolo tecnico con il Governo. «Sono riuscito a far spostare di una settimana la mia audizione al tavolo del Consiglio dei ministri dove illustrerò la situazione abruzzese e le modalità del commissariamento». Nel suo intervento Paolini ha fatto un passaggio significativo sui conti: allo stato sono 290 i milioni di euro che mancano per onorare l'accordo del piano di rientro. «Circa cento li abbiamo recuperati, così per la data di settembre il debito sarà sceso a 190 milioni». I «circa cento» milioni, infatti, sono il frutto di quanto è emerso dai controlli a campione per gli anni 2006-2007, fatti dalla commissione ispettiva che ha controllato le fatture delle clinche private sul l'approprietezza dei ricoveri e le fatture di pagamento presentate alla Regione. Per la commissione ispettiva la Regione non deve pagare 118 milioni di euro. Così il debito sarà rivisto con la possibilità che gli abruzzesi scampino a nuove tasse. Su un suo eventuale ruolo da commissario per la sanità, Paolini ha fatto presente che intende «fare un passo indietro, purchè non vengano imposte nuove tasse». Sul capitolo candidature, infine, Paolini è stato prudentissimo nel far presagire una sua discesa in campo da candidato presidente della giunta. «Ne parleremo dopo l'incontro ccon il Consiglio dei ministri», ha commentato, «prima ci sono gli interessi dell'Abruzzo».