ROMA. Destinare le maggiori risorse al sostegno di salari e redditi da lavoro e pensione, ad esempio attraverso la restituzione del fiscal drag. Sono queste le tre direttrici secondo le quali, per i sindacati, dovrebbero essere utilizzate le entrate superiori alle stime. Secondo i dati diffusi ieri dal dipartimento delle Finanze e relativi ai primi sei mesi, sarebbe disponibile, infatti, un «tesoretto» di circa 4 miliardi.
«Con le nuove entrate - osserva il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale - il governo deve decidere di sostenere i salari e i redditi da pensione evitando così che la crescita zero, sommata all'alta inflazione, produca un impoverimento ulteriore e una perdita del potere d'acquisto per i più deboli». Per questo il sindacalista torna a chiedere la restituzione del fiscal drag «pari a 362 euro medie per lavoratore dipendente, per un costo di circa 3,6 miliardi oppure aumentando le detrazioni per i redditi da lavoro dipendente come chiesto nella piattaforma unitaria». Megale sottolinea anche che le entrate, se rapportate allo stesso periodo del 2007 e del 2006, «sono in evidente diminuzione, il che la dice lunga sul fatto che gli evasori hanno ripreso coraggio».
Per il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo questo dato positivo conferma «la possibilità di un tesoretto». «Essendo entrate fiscali - spiega Foccillo - devono essere rivolte al potere d'acquisto dei salari e alle pensioni. Dunque ci sono le condizioni economiche per fare l'accordo che avevamo sollecitato a luglio e che dobbiamo assolutamente chiudere entro settembre». Riguardo al dato positivo dell'Iva (+2,6% nei primi sei mesi del 2008 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) per il segretario confederale della Uil «non è dovuto a un aumento dei consumi ma all'aumento dei prezzi e anche su questo abbiamo chiesto un controllo da parte del governo».
La replica arriva da parte dei sottosegretari all'Economia, Alberto Giorgetti (An) e Daniele Molgora (Lega) alle buone notizie che vengono dal fronte delle entrate. «E' un segnale positivo», spiega Giorgetti. L'obiettivo del governo alla luce di questo «tesoretto» di oltre 4 miliardi resta quello della riduzione delle tasse: «Non è un obiettivo immediato, però più avanti è questo quello che vogliamo fare. Bisogna abbassare le tasse dopo aver messo in sicurezza i conti pubblici». Sulla stessa linea, Daniele Molgora: «E' prematuro fissare obiettivi. Certo la priorità del governo è quello di una riduzione delle imposte sempre in un'ottica di rigore. Bisogna però vedere come va il secondo semestre dell'anno e poi a inizio 2009 decideremo come utilizzare queste risorse». Secondo il sottosegretario il dato positivo sulle entrate fiscali, «non deve far abbassare la guardia sui tagli alla spesa pubblica improduttiva».