I partiti stanno correndo verso le elezioni regionali ciascuno con un proprio obiettivo: dalla parte del Pd quello di limitare i danni ovvero di trovare un improbabile jolly che gli permetta di rialzarsi a sorpresa dopo la tempesta che l'ha travolto e messo al tappeto, mentre sul fronte del Pdl la ricerca del candidato Presidente si e' fatta spasmodica e rischia di trasformarsi nella notte dei lunghi coltelli visti i tanti pretendenti che assaporano la quasi certezza della vittoria.
L'impressione è che all'interno di questa lotta per la conquista del potere a pochi interessi veramente il futuro dell'Abruzzo, precipitato in un incubo nel giro di una notte.
Se i partiti non capiranno la lezione e non riusciranno ad attivare meccanismi di selezione che facciano emergere classi dirigenti in grado di coniugare efficienza ed onesta', risultati ed etica, interesse collettivo ed ambizioni di parte non sarà difficile presagire un futuro non dissimile dal triste presente che stiamo vivendo. In questo panorama l'Udc costituisce una variabile indipendente che può svolgere il ruolo di punto di riferimento di una nuova stagione di governo caratterizzata da responsabilità e concretezza. Infatti l'Udc, libero da condizionamenti di appartenenze predefinite e neanche minimamente sfiorato dalle vicende giudiziarie di cui si discute, potra' proporre ed imporre - agli eventuali alleati - come punto di partenza per un nuovo patto di governo in Abruzzo una politica che parli alla società civile abruzzese, sconcertata dagli accadimenti ed alla ricerca di un'interlocuzione politica credibile, quel linguaggio di serietà e competenza da tutti auspicato attraverso uomini nuovi che hanno già dato prova di sana amministrazione, di autonomia di giudizio, di assoluta trasparenza. Il quadro che emerge è sconfortante, l'immagine di un Abruzzo preda di affaristi, approfittatori, opportunisti o, nel migliore dei casi, distratti ed incapaci è triste e, nello stesso tempo, devastante in termini di prospettiva di attrazione di investimenti economici e di iniziative imprenditoriali.
Adesso che gli avvenimenti costringono al cambiamento non è sufficiente che i partiti prendano atto della selezione forzosa operata dalla Magistratura, ma occorre che compiano al loro interno scelte coraggiose di rinnovamento reale per presentare agli elettori una squadra di governo - limpida ed inattaccabile dal punto di vista morale - che si prefigga l'obiettivo primario di ridare slancio all'economia ed al lavoro soprattutto nelle realtà abruzzesi che stanno vivendo con maggiore sofferenza questa crisi istituzionale. Onestà, passione e idee sono i necessari ingredienti per intraprendere un cammino virtuoso che porti l'Abruzzo fuori dalle secche in cui si è arenato.
Nessuno schema precostituito e nessuna scelta preconfezionata potranno interessare l'Udc, attratto invece da un confronto continuo su progetti, piani e programmi, un work in progress che nell'alveo sopra tracciato metta insieme i migliori cervelli e tutti coloro che hanno la consapevolezza che oggi non e' il tempo - per le persone singole, per i corpi intermedi della societa' civile e per gli stessi partiti - di rinchiudersi in se stessi o, peggio, di pensare di essere autosufficienti, ma di aprirsi e partecipare per dare vita ad un nuovo rinascimento abruzzese fatto di cose concrete e non di sogni che spesso si trasformano in incubi.
Il compito è arduo ma l'alternativa sarebbe la catastrofe.
(*) Segretario provinciale Udc di Pescara