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Pescara, 17/06/2026
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Data: 15/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Elezioni, Pd e Udc in cerca dell'accordo. Se passa l'intesa De Laurentiis candidato presidente. Di Matteo tratta con Casini

PESCARA. Pd ed Udc insieme alle elezioni regionali. E' questa la novità che irrompe nello scenario politico regionale nella pausa di Ferragosto e dopo la certezza della data del 30 novembre e primo dicembre per il voto anticipato. La trattativa è ben avviata tra i dirigenti locali anche per la benedizione dei leader nazionali, Veltroni e Casini. Il Pd sta giocando una carta che farebbe diventare l'Abruzzo laboratorio della politica nazionale, per non trovarsi spiazzato nel caso dovesse saltare l'intesa con l'Idv e Rifondazione, che chiedono al Pd di deporre quasi tutti i suoi esponenti politici. I dirigenti abruzzesi del partito democratico, infatti, sono stanchi dei diktat e delle condizioni poste dai vertici abruzzesi del partito di Di Pietro.
Così come finora non hanno risposto all'ultimatum di Rifondazione che chiede di mettere fuori le liste tutti i politici indagati.
Condizione che se accettata taglierebbe fuori dalla prossima tornata elettorale esponenti di primo piano del Pd, come l'assessore ai Trasporti Donato Di Matteo, sotto inchiesta per i pozzi inquinati di Bussi, e gli altri componenti della Giunta regionale come Marco Verticelli, Giovanni D'Amico e Mimmo Srour, e l'ex assessore Franco Caramanico, indagati con accuse lievi per l'approvazione della famosa delibera sulla Deutsche Bank che prevdeva il pagamento di 14 milioni alla clinica Villa Pini
Di Matteo nell'Udc Lo stesso Di Matteo starebbe preparando le condizioni per un passaggio nell'Udc qualora la situazione di veto dovesse rimanere. Da indiscrezioni è emerso che Casini avrebbe chiesto la casella della candidatura alla presidenza per il leader regionale del partito, l'ex deputato Rodolfo De Laurentiis, con il quale deve sanare ha un "debito" legato alla mancata elezione alle ultime politiche e alla difficile collocazione in una delle cariche Rai.
Ma l'intesa non sarebbe indolore neppure per l'Udc, in Regione all'opposizione contro il centrosinistra: perderebbe infatti alcuni pezzi, a partire dal capogruppo, Mario Amicone, già impegnato della federazione di centro che confluirebbe nel Pdl.
Nel Pd impegnato nella definizione delle alleanze, stabile il toto-candidato: in prima fila il presidente vicario, Enrico Paolini, poi, il senatore Giovanni Legnini, il deputato Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia del governo ombra, il deputato Tommaso Ginoble e l'assessore regionale all'agricoltura e all'ambiente Marco Verticelli.
In caso l'Idv corresse da solo, pronti il deputato Carlo Costantini e il senatore Alfonso Mascitelli, segretario regionale del partito.
Pdl, caos candidature Continua ad impazzare invece il toto-candidato nel Pdl, anche se dopo ferragosto una decisione dovrà essere presa. In corsa i pezzi da novanta locali, in larga parte di Fi, partito al quale probabilmente toccherà la scelta: il coordinatore regionale di Fi, il senatore Andrea Pastore; l'ex sindaco di Teramo, Gianni Chiodi esponente del centrodestra dimessosi dal Comune per la corsa alla presidenza della Giunta, e il senatore Filippo Piccone, anche lui dimessosi da sindaco di Celano, entrambi in ascesa.
Ma non bisogna dimenticare il capogruppo in Consiglio regionale, Nazario Pagano, e la parlamentare Paola Pelino. I nomi di Roma? I deputati del Pdl, Maurizio Scelli, ex commissario straordinario della Croce Rossa, e Mario Pescante, nativo di Avezzano, ex presidente del Coni ed attuale vice presidente del Cio: Pescante scioglierà il nodo a fine mese, al ritorno dalle Olimpiadi cinesi.
Il candidato di Alleanza nazionale è il senatore Fabrizio Di Stefano, coordinatore regionale che sta tenendo un profilo basso ma che intanto ha incassato il successo del sondaggio commissionato dalla Dc.

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