ROMA. Le pensioni minime (480 euro al mese) stanno alla fame. Ne prende atto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il quale propone di agganciarle ad un paniere «nuovo» per tutelarle dall'inflazione. Un paniere ad hoc, costituito da beni e servizi più utilizzati dagli anziani, su cui calcolare un'inflazione nuova. Questa è la proposta avanzata da Sacconi per le sei milioni di pensioni minime, decurtate da un'inflazione annua che sta facendo registrare più del 4 per cento. I generi di prima necessità però sono al + 6,1 per cento e comprendono pane e pasta.
Consumi fondamentali per chi disponde di un basso reddito. «La tutela delle pensioni minime è una priorità» precisa il ministro «stiamo pensando di sganciarle dal tasso di inflazione ad oggi applicato e di legarle ad una inflazione nuova. Ovvero alla crescita dei prezzi di un paniere di beni e servizi ad hoc, quelli di cui effettivamente fanno consumo i pensionati di quella fascia».
Sono già state fatte alcune simulazioni da parte dell'Istat su richiesta di Sacconi. Per Cisl e Uil si tratta di «una apertura positiva e interessante». Per Morena Piccinini, segretario confederale della Cgil, la situazione è più complessa, perchè le sedici milioni di pensioni erogate sono tutte collegate all'inflazione programmata pari all'1,7 per cento, mentre i generi di largo consumo, come pane e pasta, sono senz'altro al centro delle spese del 70 per cento delle pensioni che sono sotto le 800 euro al mese. «Come organizzazione sindacale abbiamo chiesto da tempo che il paniere venisse rivisto per tutte le pensioni sulla base dell'inflazione reale. Ora stiamo registrando un + 4 per cento di carovita annuo. Che cosa dice Sacconi sul fatto che tutte le pensioni verranno aggiornate sul tasso dell'inflazione programmata, cioè all'1,6 per cento? E' chiaro che così i rincari diventano una tassa sulla povertà».
«Lo chiedevamo da anni, è un bene» commenta invece il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. «E' un bene che il ministro voglia allestire un paniere ad hoc per i pensionati» ha detto il sindacalista. «Quando ci sarà il confronto valuteremo nel merito ma la proposta in sè va nella direzione auspicata da diverso tempo dal sindacato». Bonanni dà anche un suggerimento: «Bisogna far funzionare la commissione ministeriale per i pensionati istituita anni addietro, in modo che, soprattutto in vista della ripresa del Pil, possano essere risarciti di ciò che perdono con l'inflazione». Il sindacato, aggiunge, è molto preoccupato per ciò che sta succendendo ai pensionati e ai precari: «E' un fatto» precisa «di ingiustizia ed emergenza sociale, all'interno della quale matura anche un meccanismo regressivo economico con i consumi ridotti al lumicino».
Anche le federazioni dei pensionati pensano che la proposta di Sacconi comunque sia un'apertura positiva. «La proposta di un adeguamento delle pensioni» ha detto il segretario della FNP-Cisl Antonio Uda «con un nuovo paniere di beni e servizi specifici è stata avanzata da noi e sostenuta già da tempo. Oggi se l'adeguamento fosse legato ad un'inflazione calcolata su un paniere di beni e servizi specifici, certamente sarebbe molto più consistente rispetto alla rilevazione attuale. Ovviamente bisogna intendersi su cosa sia una pensione minima». Secondo il sindacalista «i pensionati fanno letteralmente la fame. Per questo attendiamo con fiducia che la proposta in questione si esemplifichi e si concretizzi».
«Vogliamo vedere» propone il segretario confederale della Uil Paolo Pirani «nel merito come viene costruito questo nuovo paniere e quindi serve un confronto con le organizzazioni sindacali e con l'Istat». Tutti, insomma, mettono in guardia il ministro Sacconi dal voler procedere da solo, senza il parere dei sindacati, anche se la strada potrebbe essere condivisibile.