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Pescara, 17/06/2026
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Data: 15/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Premi produzione, giù le mani» Con l'ultima manovra vengono sottratti 400 milioni a chi vuol lavorare di più. Angeletti: «Il governo si prepara a togliere agli statali 200 euro al mese»

ROMA. Mercato interno sempre più asfittico, economia ferma, greggio dal prezzo instabile, difficoltà per una famiglia su quattro di arrivare alla fine del mese. Come intendono i sindacati affrontare questo ginepraio di problemi? Chiederanno il ripristino del fiscal drag? Le domande le abbiamo girate al segretario generale della Uil Luigi Angeletti.
«Innanzitutto chiederemo al governo di essere corretto con tre milioni e mezzo di lavoratori dipendenti nei confronti dei quali è lo Stato il datore di lavoro».
Che cosa vuol dire corretto?
«Vuol dire giù le mani dai soldi dei premi di produzione. Nell'ultima manovra, il governo ha tolto lo stanziamento di 400 milioni destinato a premiare chi lavora di più, a partire dal 2009. Questo vuol dire che ci saranno decine di migliaia di impiegati che avranno lo stipendio ridotto di 200 euro al mese».
Significa che il governo, in clima di rinnovo contrattuale, si accinge a tagliare gli stipendi?
«Non ha più fatto lo stanziamento che serviva ai premi di produttività, con la scusa che i premi sono stati dati a pioggia e che non hanno risposto al loro scopo. Poi il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha detto di averne recuperati 200, ma nessuno sa se è la somma che era stata già destinata alle forze dell'ordine».
Brunetta dice anche che a partire dall'anno prossimo darà seri incentivi a chi lavora di più
«Chiacchiere. E' il governo che decide gli stanziamenti, se lo stanziamento di 400 milioni è stato tolto, Brunetta può dire quello che vuole. Sull'assenteismo nessuno ha polemizzato, perchè il problema c'era, magari bisognava intervenire in un altro modo. Sui soldi è meglio chiacchierare poco».
Come pensate di affrontare il rinnovo del contratto del pubblico impiego?
«Chiedendo al governo di mettersi in grado di poter trattare anche gli aumenti salariali. Lo Stato deve sfidare il sindacato: produttività, ma in cambio soldi. Il resto sono chiacchiere».
I consumatori hanno detto che si può prevedere un settembre nero sia dal punto di vista del rialzo dei prezzi, sia dal punto di vista dei consumi.
«Penso che non è vero che non si può fare niente. In questi giorni è apparso chiaro che esiste una speculazione che va fermata. I prezzi al dettaglio aumentano prima dei rincari delle materie prime. Poi il greggio diminuisce, ma passano giorni e non si vedono ribassi della benzina».
Funziona Mr Prezzi?
«Gli osservatori o chi si limita a monitorare una situazione, dovrebbe poi poter intervenire con sanzioni. E' brutto parlare di sanzioni, ma la realtà è che non può funzionare la semplice osservazione».
Che cosa si può fare in concreto?
«Bisogna rimettere mano alla catena della distribuzione di un prodotto. Si potrebbero indurre i commercianti ad esporre un prezzo di vendita e, accanto, un prezzo di acquisto come materia prima».
Parliamo delle tasse
«Le tasse sonotroppe in genere, e sono insopportabili per i lavoratori dipendenti. La ricchezza tra lavoratori dipendenti e autonomi è divisa grosso modo al 50 per cento, ma le tasse i lavoratori dipendenti le pagano al 75 per cento. Non c'è una differenza generica: le tasse dei lavoratori dipendenti vengono prelevate sulla busta paga e questo fa la differenza».
Che cosa chiederete a settembre?
«La detassazione della tredicesima, sulla quale valendo il cumulo delle mensilità, si paga una tombola di tasse. Aumento delle detrazioni per i lavoratori dipendenti, riduzione delle tasse sugli aumenti contrattuali».
Il mercato interno segna molti record negativi, gli industriali dicono che devono recuperare competitività. Se i lavoratori però non hanno soldi da spendere, il mercato interno resterà fermo.
«Esattamente. I nostri prodotti sono venduti all'incirca per l'80 per cento sul mercato interno. Non è vero che le ragioni della nostra crisi sono internazionali o che c'è un declino dell'industria. L'export va bene, il che dimostra che la competitività è stata ampiamente recuperata. Mentre i lavoratori dipendenti non hanno un euro da spendere per sostenere i consumi interni».
Chiederete il ripristino del fiscal drag?
«Il nostro obiettivo non è ridurre la perdita del potere d'acquisto. Noi dobbiamo chiedere interventi che riducano strutturalmente le tasse».

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