AVEZZANO - «Vorrei sapere l'indirizzo delle ferrovie dove chiedere il rimborso delle spese che sostengo per ripulire i miei vestiti in lavanderia». Lo ha detto Salvatore Gualtieri ieri mattina, dal finestrino del treno 24031 in partenza da Avezzano alle 10,07 per Roma Tiburtina. «Sono venti anni che faccio il pendolare verso Roma, ha affermato Gualtieri e il servizio del trasporto ferroviario è andato sempre peggiorando, sia in fatto di pulizia e igiene, sia per la puntualità, sia per i tempi di percorrenza sempre più lunghi». Questo treno, in particolare, come potete vedere, ha chiosato il pendolare che risiede a Luco dei Marsi, «è molto sporco, ci sono accumuli di sporcizia ai bordi dei sedili, i tessuti macchiati, polvere dappertutto e i pavimenti meglio non guardarli». Si rischia di prendere delle infezioni poiché «ci potrebbero essere annidati insetti pericolosi alla salute; eppoi, conclude Gualtieri, «sono costretto a viaggiare sempre con pantaloni scuri per rendere la sporcizia meno visibile, ma chiederò alle ferrovie il rimborso delle spese». Ma quanto spendono le ferrovie per far pulire i treni? E chi controlla se il lavoro viene svolto come da contratto? Ad Avezzano, secondo la squadra dei pulitori, «queste carrozze hanno una sosta breve (arrivano alle 9,20 e ripartono alle 10,07), perciò è prevista una pulizia "sommaria", che non consente di rimuovere lo sporco accumulato nel tempo». Occorrerà vedere in quale stazione sostano a lungo ed è proprio lì che la pulizia va eseguita in modo "radicale".
Ne.Ma.