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Pescara, 17/06/2026
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Data: 15/08/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Accetto se c'è un programma serio». L'ex deputato Udc Rodolfo De Laurentiis pressato da candidature bipartisan. «Quando ero all'Arpa l'azienda si risanò».



AVEZZANO - Non è accaldato, non si affanna non ha fretta Rodolfo De Laurentiis, 48 anni deputato uscente dell'Udc ora in predicato di assumere una importante candidatura alla presidenza della Regione Abruzzo. Ma è una ipotesi reale?
«Attenzione - spiega l'ex deputato - partiamo già male. Qui non si tratta di scegliere delle persone ma di concordare un programma. La Regione si trova in una situazione di grande impasse a cominciare dalla sanità. Se il discorso è di programma e serio aspetto di essere chiamato».
Veramente De Laurentiis la fa un po' più lunga: parla della sua estrazione cattolica e dunque accenna alla "vocatio". Chiamata, dunque, vocazione. Ed il ragionamento che fa non è affatto peregrino.
«Fui il primo a criticare fortemente la politica sanitaria del passato governo. Fui il primo a sostenere che non ci fosse programmazione: spese folli per una sanità parallela, dove coesistevano pubblico e privato contemporaneamente senza alcuna ipotesi di intervento razionale. Garantito il pronto soccorso ovunque, occorre poi semplicemente razionalizzare i presìdi sul territorio».
Una boutade prevedibile? Fatta col senno di poi?
«Quando ero all'Arpa l'azienda si risanò. Vinceva la gare fuori regione, entravano soldi freschi e la situazioe positiva che vive oggi la si deve a quel periodo».
Azienda era, dunque, quella dei trasporti, aziendale è e deve essere la conduzione della Regione. Un discorso criptoliberale, dunque, vicino a Forza Italia...
«Macché... Berlusconi deve capire che la politica è solidarietà e concertazione e lo deve spiegare chiaramente anche a Bossi. Il federalismo così come lo vuole quest'ultimo non deve passare. Anche perché, insomma, se così fosse l'Abruzzo, disastrato com'è, ne uscirebbe con le ossa rotte».
Se ne deduce che la soluzione De Laurentiis prescinderebbe dal Pdl? Chissà: a livello nazionale i tentativi del Cavaliere di riportare Casini nell'alveo sono noti e sull'altro fronte la soluzione De Laurentiis potrebbe togliere con un'alleanza parecchie castagne dal fuoco del centrosinistra alla luce dei recenti avvenimenti giudiziari.
«Alt: ripeto, non parlo di persone- conclude De Laurentiis- dell'operato della passata gestione ho già detto. Insomma eleviamo una volta per tutte il discorso e facciamolo di ventare politico ed istitutionale. E di programma».
Nel frattempo per l'ex deputato abruzzesese ipotizza anche un posto nel nuovo Cda Rai. Quando, pur avendo vinto le elezioni gli tolsero la potrona da sotto la schiena qualcuno glielo disse chiaramente: «Tu servi alla Rai».

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