| |
|
| |
Pescara, 17/06/2026
Visitatore n. 755.032
|
|
|
|
|
|
|
17/08/2008
Il Centro
|
«Pd-Udc, patto per la Regione e le Province» De Laurentiis: prima il programma, poi un accordo che regga anche per il 2009 |
|
AVEZZANO. «Non accetteremo accordicchi di basso profilo, vogliamo una nuova stagione politica e un programma sulle cose da fare. Un patto che valga anche per la Regione e per le provinciali». Rodolfo De Laurentiis esponente Udc ex parlamentare ed ex manager Arpa, conosce le cautele delle trattative elettorali, ma il 30 novembre si vota e la decisione su candidati presidenti è alla porte, così lancia appelli al Pd o, a quanti hanno orecchie per intendere nel Pdl. «Prima il programma e poi il candidato presidente», esordisce De Laurentiis. Onorevole De Laurentiis come sarà possibile trovare una intesa con il Pd? «Il problema non è una alleanza tra Pd e Udc o decidere un candidato presidente» Qual'è allora il problema? «Non fare una alleanza in "vitro" ossia in laboratorio ma mettere a confronto idee e progetti che devono riportare l'Abruzzo a galla, che devono puntare al rilancio della regione». Come? «Con la convergenza programmatica e individuando una classe dirigente che sappia applicare in concreto i progetti. Siamo in una fase in cui l'Udc è pronto ad aprire un grande cantiere con progetti veri e realizzabili. Vogliamo un confronto su questo terreno programmatico e poi costruire quella classe dirigente adeguata ai bisogni dei cittadini». Lei parla come se l'Abruzzo fosse già nel baratro economico e sociale, ma forse non è così, o almeno, non vale per tutte le zone. «La regione versa in una situazione drammatica ma non c'è molta consapevolezza di questo. Abbiamo un forte indebitamento e una pressione fiscale tra le più alte d'Italia. Il sistema dei servizi, ad iniziare dalla sanità, è fuori controllo e insoddisfacente dal punto di vista delle richieste dei cittadini. Come regione abbiamo una scarsa capacità competitiva, basta vedere la desertificazione industriale. In alcune realtà, gli indicatori economici evidenziano una regione in grande difficoltà e affanno. I prossimi cinque anni saranno decisivi per il nostro futuro: quindi o riprendiamo il passo o sprofondiamo nel sud» Lei parla di programma come toccasana di tutto, ma non è un'idea generica? «Se parlo di programma perchè, purtroppo, finora si discute solo di candidati e non di scelte adeguate e che consentano un salto di qualità a questa regione. Nei prossimi cinque anni dovremo fare scelte difficili e dure». Torniamo alla politica, le indiscrezioni dicono che Veltroni e Casini hanno avuto dei contatti sul caso Abruzzo, lei pensa che daranno frutti? «Non sono in grado di fare scenari. Le elezioni regionali anticipate sono il primo appuntamento elettorale poi verranno le elezioni di primavera del 2009 con le provinciali. Se ci sarà un accordo ora bisognerà prevederlo anche per quella data. Le decisioni locali saranno coordinate a livello nazionale. Vogliamo fare una alleanza ma che sia forte e di ampio respiro. A livello nazionale credo che sia normale che abbiano dialogato». Quando inizieranno le trattative regionali? «I primi giorni di settembre lavoreremo sulle cose da fare e poi avvieremo il dialogo con chi vuole dialogare con noi. Guarderemo al futuro e agli alleati diremo che dobbiamo cambiare rotta e puntare sul dinamismo economico e imprenditoriale. Riorganizzare l'apparato pubblico e bloccare la crisi industriale di alcune zone dell'Abruzzo». Sulla sanità l'Udc come pensa di intervenire? «Avevamo già denunciato che la spesa era fuori controllo, che era un errore chiudere gli ospedali minori, che questo favorisce uno stato di abbanddono nella aree interne e dei piccoli centri. L'ospedale è un presidio dello Stato e dell'esistenza umana, per questo proponiamo di costruire una grande rete ospedaliera, di riorganizzare il rapporto tra pubblico e privato eliminando le sovrapposizioni. Poi decidere l'aziendalizzazione degli ospedali. Insomma servono decisioni serie e non facili. Chi amdrà a governare deve sapere che solo il 25 per cento delle risorse regionali sono libere e non gravate da debiti». L'Udc in Abruzzo quanto pesa elettoralmente? «Alle politiche abbiamo superato il 6%, alle amministrative l'8.5 per cento».
|
|
|
|
|