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Pescara, 17/06/2026
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Data: 17/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Regione, resistono Chiodi, Piccone e Ruffini. Gli ex sindaci non mollano la candidatura. Nel Pdl si rilanciano le primarie

PESCARA. Prima la lista degli auto-candidati al ruolo di presidente della giunta regionale, che si sono dimessi da sindaci e che hanno deciso di andare avanti nella sfida. Spiccano i nomi di: Gianni Chiodi esponente di centrodestra ex primo cittadino di Teramo, Filippo Piccone senatore di Forza Italia ex sindaco di Celano, e Claudio Ruffini ex sindaco Pd di Giulianova. Con loro Celso Cioni della Dc di Pizza ex assessore del centrosinistra alla Provincia dell'Aquila. Poi quelli che hanno tentato l'azzardo della candidatura alla regione ma si sono ritirati, dicono «per scelta responsabile verso gli elettori».
Tornano così alle loro cariche Giuseppe De Dominicis, del Pd presidente della Provincia di Pescara; Franco Di Buonaventura, sindaco Pd Roseto; e Antonio Assogna assessore Prc alla Provincia di Teramo. A correre alla presidenza come ex amministratori saranno in tre: Chiodi, Piccone e Ruffini; ma di certo non avranno vita facile, davanti a loro finite le ferie ferragostane si ergerà un muro di candidature, tanto che le stesse segreterie dei partiti faranno fatica ad arginare il crescendo che si annuncia. Così i partiti prendono tempo. Se la prende con calma il Partito democratico che da un lato attende che Roma definisca il «Codice etico» e chi anche se inquisito potrà candidarsi e dall'altro il Pd evita di risponde agli ultimatum di Rifondazione e Italia dei Valori che chiedono preventivamente, prima di parlare di alleanze e coalizione, di mettere alla porta tutti gli indagati e, stando alle cose, significa la decimazione del nucleo più coriaceo della classe dirigente del Partito Democratico regionale.
Nel Popolo della Libertà, a parte la candidatura di Fabrizio di Stefano, senatore di An e sostenuta dal partito, fa breccia la proposta di Nazario Pagano, capogruppo di Forza Italia che a sorpresa e senza averla concordata con il coordinatore regionale, il senatore Andrea Pastore ha lanciato le primarie per il centrodestra.
In aiuto di Pagano è arrivato dapprima Alfredo Castiglione, capogruppo di An in Consiglio regionale sostenendo la bontà delle primarie per la scelta del candidato presidente del centrodestra, ed ora anche da Alessio Di Carlo, esponente regionale dei Riformatori Liberali e segretario de «La parte liberale».
«Auspichiamo», sollecita Di Carlo, «che la coalizione voglia accogliere la proposta autorevolmente messa in campo da Nazario Pagano, aprendo la competizione a candidati appartenenti a tutte le forze dello schieramento di centrodestra, equamente suddivisi per ambito provinciale». «Prendendo spunto dal sondaggio reso noto dalla Dc di Pizza», prosegue la nota dei Riformatori Liberali, «le primarie potrebbero davvero essere lo strumento per ristabilire un rapporto tra cittadino e politica che riduca al minimo il potere dei partiti di decidere a tavolino a chi affidare la gestione della cosa pubblica». Secondo Di Carlo le primarie «consentirebbero di sgombrare il campo da qualche equivoco che i risultati del sondaggio potrebbero generare, considerata la disomogeneità nella scelta dei candidati da sottoporre agli intervistati, sia nel rapporto tra i due schieramenti sia nella collocazione geografica sia, infine, rispetto alle singole forze che compongono gli schieramenti stessi». Sulla questione però il coordinatore di Forza Italia, Andrea Pastore è stato netto: «Le primarie sono inutili». Bocciando sul nascere l'idea di Pagano.

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