MILANO. Licenziato a Ferragosto per aver dichiarato pubblicamente che lo spezzamento dei due Eurostar, a Milano il 14 e il 22 luglio scorsi, è stato un incidente potenzialmente molto pericoloso. Dante De Angelis, macchinista e rappresentante per la sicurezza, è stato cacciato dalle Ferrovie dello Stato per aver «parlato» un po' troppo.
Un analogo provvedimento lo aveva subito nel 2006, poi le Fs avevano ritirato il licenziamento per l'attività sindacale di De Angelis. E dopo la denuncia spuntano altri guasti ai treni, a segnalarli è la Fast-ferrovie che parla di disfunzioni avvenute due giorni fa nel Eurostarcity 565, soppresso a Bologna per problemi a un'asse. Insomma, le Fs sono in subbuglio: gli incidenti avvenuti ai due Eurostar spezzati rappresentano un campanello d'allarme che pone con forza l'attenzione sulla questione della manutenzione, della progettazione e dei controlli sui treni. La notizia, apparsa sulla storica rivista dei macchinisti «Ancora in marcia!» ha sollevato un vero e proprio vespaio: «Siamo di fronte ad un vero e proprio accanimento personale nei confronti di chi si occupa di sicurezza», scrive il giornale. Secondo i suoi colleghi, De Angelis ha fatto solo il suo dovere e per questo è stato cacciato. Il licenziamento rappresenterebbe dunque una sfida al sindacato. «Occorre fare chiarezza sulla vicenda» ha detto il sottosegretario ai beni cuturali Francesco Giro del Pdl, «se la denuncia di De Angelis è fondata, meriterebbe non un licenziamento ma una medaglia. Non vorrei che le Ferrovie delo Stato aggirino i problemi cacciando i lavoratori». Giro insiste che seminare insicureza e timori fra gli addetti sarebbe sbagliato soprattutto all'esordio dell'alta velocità. In rivolta anche l'assemblea nazionale dei ferrovieri che parla della volontà dei vertici Fs di «chiudere la bocca a chi osa mettere in evidenza le possibili lacune emerse in modo lampante negli incidenti a due Eurostar che si sono spaccati in due tronconi». L'assemblea chiede il reintegro immediato di De Angelis: a ciò si associa pure Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, il quale parla di «fascismo aziendale». La decisione di Trenitalia ha suscitato proteste bipartisan e Dino Tebaldi, responsabile lavoro del Pdci chiede che venga subito revocato il licenziamento del macchinista-sindacalista. La risposta dell'azienda però non si è fatta attendere: «De Angelis non è stato licenziato a Ferragosto ma due giorni prima, al termine della procedura prevista dallo statuto dei lavoratori e dal contratto collettivo nazionale delle attività ferroviarie». Ma quanto al motivo del provvedimento, l'azienda chiarisce che non è perché De Angelis ha diffuso notizie sugli episiodi degli Eurostar spezzati, quanto «per aver reso dichiarazioni contrarie alla verità, infondate e pretestuose, sia sulle cause che sugli effetti». Per i vertici delle Fs, il macchinista avrebbe dunque leso l'azienda per cui lavora mettendo in discussione la sicurezza dei viaggiatori e dei suoi stessi colleghi.