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Pescara, 06/05/2026
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Data: 20/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Investito dal treno dopo la serata con gli amici. Fatale per uno studente la scorciatoia lungo i binari usata per tornare a casa. Clemente Palmerini aveva 22 anni. Il papà ferroviere lo cercava al telefonino.

La tragedia di notte a Torre de' Passeri

TORRE DE' PASSERI. «Venite, c'è un cadavere lungo la ferrovia, forse è un manichino». È una signora che si affaccia alla finestra di casa, alle 7,25, a chiamare i carabinieri sul tracciato alle spalle di piazza Giovanni XXIII. Ai militari basta andare sul posto per rendersi conto della tragedia: quel corpo sfigurato, come raccontano i documenti trovati nel portafoglio, è di un ragazzo di 22 anni, Clemente Palmerini, di Torre de' Passeri. Poco più in là, il suo cellulare: i carabinieri lo trovano perché quel telefonino squilla incessantemente: è l'ansia di un padre che ha visto uscire il figlio la sera prima e poi, il mattino dopo, non l'ha trovato nel letto. Quando una voce risponde e gli dice di andare in caserma, per lui, ferroviere padre di tre ragazzi, è il mondo che finisce.
Di fronte a quella tragedia, i carabinieri si mettono subito al lavoro per capire come sia avvenuta, perché, e quando: nessuno dei macchinisti alla guida dei tre treni che hanno percorso la tratta di Torre de' Passeri dalle 22 (orario di uscita del ragazzo) alle 6 (la morte viene fatta risalire tra le 4 e le sei), si è accorto di nulla.
Clemente Palmerini, studente universitario a Bologna, da tutti descritto come un ragazzo tranquillo, e soprattutto sereno, la sera prima aveva cenato normalmente con i genitori Angelo e Franca e i due fratelli a casa, a ridosso della stazione ferroviaria di Torre de' Passeri. Poi, alle 22, è uscito per andare a incontrare gli amici nel centro del paese, a poco meno di un chilometro: un tragitto fatto chissà quante volte, ma spesso accorciato, come riferito ai carabinieri da chi lo conosceva, percorrendo proprio quel maledetto tracciato.
I carabinieri vanno subito a verificare il traffico ferroviario di quell'ora: l'unico treno è quello delle 21,57 che lunedì sera è in ritardo, e a Torre de' Passeri passa alle 22,10. Ma il convoglio viene escluso grazie al telefonino di Clemente che, dai messaggi e dalle telefonate fatte e ricevute dal ragazzo, raccontano di una serata andata comunque oltre quell'ora.
Vengono ascoltati gli amici. Uno, in particolare, dice di aver parlato con Clemente intorno alle tre. Poi, più niente.
Verosimilmente, è questa la ricostruzione dei carabinieri, è in piena notte che il ragazzo si rimette sulla strada di casa a piedi, ancora lungo il tracciato. Si è appena lasciato alle spalle la piazza della banca e delle poste, il centro del paese, quando viene investito da un treno in un tratto buio, dove un paio di semicurve riducono ulteriormente la visuale. Ma non è un frontale.
Il ragazzo ha la gamba sinistra tranciata e una vistosa ferita alla nuca: presumibilmente è stato investito lateralmente mentre stava camminando verso la stazione di Torre, risucchiato da una delle carrozze e poi ributtato fuori.
Una morte terribile, che il medico legale fa risalire tra le 4 e le sei di ieri mattina.
Un arco di tempo in cui sono passati due treni.
I carabinieri rintracciano i macchinisti, ma nessuno si è accorto di nulla. Per il pm Paolo Pompa è un incidente. E la salma viene restituita ai famigliari.

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