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Data: 20/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Poco reddito, ormai siamo sud» Giammarino: stretti nella crisi economica e dei consumi

Confesercenti «Per gli anziani aumenti insostenibili»

PESCARA. Confesercenti è stata la prima a lanciare l'allarme diffondendo uno studio che fotografa il difficile momento dell'Abruzzo: commercio, grande industria, piccole e medie imprese sono ferme; i consumi crollano (-5,6% il pane, -2,9% la pasta, -4,9% l'abbigliamento); i prezzi aumentano vertiginosamente (+4% nella grande distribuzione). Un cocktail micidiale che l'imminente riforma federalista del fisco rischia di rendere esplosivo. «Noi con la nostra ricerca abbiamo misurato gli effetti», dice Enzo Giammarino, segretario regionale di Confesercenti, «la questione dei redditi sollevata dal quotidiano Il Centro è la causa principale».
L'ultimo rapporto sui redditi degli abruzzesi dunque non sorprende il dirigente dell'associazione di categoria. «E' triste commentare questi dati», osserva, «ma la dura realtà è che l'Abruzzo non produce più reddito ed è ormai risucchiato nell'area del mezzogiorno. Sta tornando il sommerso e si tira avanti ricorrendo al secondo e terzo lavoro». Giammarino non fa sconti ai vertici della politica regionale travolti dalla bufera giudiziaria: «Il risultato di questa crisi morale è una debolezza strutturale dell'Abruzzo e il grande senso di sfiducia dei cittadini. Nei paesini chiudono i negozi, scompare l'artigianato e si campa con le pensioni sociali. Ma anche nei grandi centri la situazione non è delle migliori. Se non si sostengono i settori produttivi, i risultati non possono essere che questi». Per il segretario di Confesercenti, infatti, le responsabilità sono soprattutto politiche. «Quando l'Abruzzo con le sue potenzialità spende appena 500 mila euro per il turismo, è evidente la miopia della sua classe dirigente». Giammarino focalizza la sua attenzione sul dato della provincia di Teramo, dove in media si vive con un reddito di 12.225 euro. «Numeri inquietanti che fanno riflettere», osserva, «questa è l'area in cui tradizionalmente le piccole e medie imprese hanno sempre goduto di buona salute. E'il sintomo dell'indebolimento del settore, aggravato dall'assenza di interventi della Regione, prigioniera del deficit della sanità». L'esponente della Confesercenti chiede interventi immediati e decisi alla classe politica che in autunno sarà chiamata a colmare il vuoto di potere alla Regione. «Gli abruzzesi non se la passano bene, nei due terzi del territorio l'economia sta scomparendo», conclude, «per risollevare i redditi occorre dunque un'iniezione di economia, puntando sullo sviluppo industriale e sostenendo le piccole e medie imprese, il terziario e il turismo».

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