"Il licenziamento di Dante De Angelis è ingiusto e andrebbe ritirato. Tra l'altro, mi pare che le Ferrovie finiscano col fare un autogol, perché al primo problema di sicurezza che dovesse esserci finirebbero ancora di più dalla parte del torto". A dirlo è il leader della Cgil Guglielmo Epifani, parlando in un'intervista all'Unità del licenziamento, da parte di Ferrovie, del macchinista Dante De Angelis. Spiega il segretario generale: "Quando Cipolletta, persona leale e seria, dice che le dichiarazioni di De Angelis hanno prodotto un danno di immagine alle Fs creando allarmismo, scambia le cause con gli effetti. A fare male a Ferrovie non sono le dichiarazioni di De Angelis, ma i disservizi verificati dai viaggiatori, i casi anche gravi, penso alla rottura dei mezzi. Come fai a licenziare un lavoratore, peraltro delegato alla sicurezza, per eccesso di drammatizzazione delle condizioni di sicurezza, quando queste riguardano gli utenti? Mi pare che la motivazione non regga". Epifani interviene anche sulla vicenda degli otto dipendenti licenziati perché uno timbrava il cartellino per tutti: "Se la timbratura del cartellino provoca un danno all'impresa, il lavoratore ha una responsabilità molto grave. Se la timbratura dei cartellini non è fatta per lucrare sullo straordinario o sull'orario, è un fatto grave ma non della stessa gravità. I contratti prevedono per un diverso grado di responsabilità un diverso grado di sanzione. Non conosco nel dettaglio i fatti di Genova, però la regola generale deve esser questa". E così conclude: "Non vorrei che i provvedimenti presi servissero a deviare l'attenzione dai problemi che ha l'impresa. Nelle Fs il sindacato ha determinato, con l'azienda, il più colossale piano di ridimensionamento occupazionale e di riorganizzazione di un'impresa italiana. I ferrovieri erano oltre 22O mila una decina di anni fa, oggi sono lOO mila. C'erano sacche di inefficienza, spesso con manager molto discutibili che non hanno operato bene, ma che sono usciti con mega liquidazioni. Ora si tratta di capire se si vuole o meno affrontare la nuova fase con un rapporto positivo con il sindacato".