L'AQUILA. «Preso atto dell'errore riguardante la trasmissione dello scenario elettorale Di Stefano/Paolini al sito www.sondaggielettorali.it della presidenza del Consiglio dei Ministri, da il Centro correttamente rilevata, abbiamo proceduto a ritrasmettere in data odierna la pubblicazione corretta». Grande fair play per la società aquilana specializzata in sondaggi, la Crm (Consultazioni ricerche marketing) che ieri si è accorta, dopo la pubblicazione su il Centro di una svista in merito al risultato tra due esponenti politici, Fabrizio Di Stefano di An ed Enrico Paolini del Pd e un terzo leader politico del Centrodestra, Gianni chiodi ex sindaco di Teramo. La Crm aveva consegnato il 12 agosto al committente, la Dc di Giuseppe Pizza, il sondaggio.
Nella prima versione si dava per vincente Di Stefano anche se per un soffio su Paolini, poi nella consegna dello stesso sondaggio al sito della Presidenza del Consiglio dei ministri, di Stefano perdeva tre punti da 26.30% a 23.30%, punti assegnati a Chiodi, con un capovolgimento delle preferenze che proiettavano l'ex sindaco di Teramo in alto.
La Crm ieri si è scusata ed ha rimesso le cose a posto. «I dati pubblicati in conferenza stampa alla presenza del rappresentante della Democrazia Cristiana Abruzzo e nostro committente Celso Cioni erano corretti», fa presente Giuseppe Cuscusa direttore della Crm, «purtroppo nell'inserimento dei dati nel sito richiesti in formato testo o formato immagine con estensione "gif" ci ha costretto a ricostruire le tabelle che noi avevamo costruito con il pacchetto office e che in maniera automatizzata riportavano le medie delle percentuali riscontrate dai singoli personaggi. Nella ricostruzione delle tabelle sono stati errori materiali che considerato l'orario, in tarda serata, ci sono sfuggiti».
Cuscusa ieri ha spiegato anche il lavoro della società, rivelando come in Abruzzo i sondaggisti abbiano rilevato una disaffezione dei cittadini verso la politica. «I candidati suscitano una maggiore attenzione nei cittadini intervistati, mentre è molto bassa la risposta verso i partiti», spiega infine Cuscusa, «poi sono più propensi a parlare gli elettori di centrosinista, che, tuttavia, conoscono il sistema dei sondaggi e tendono a dare risposte inesatte. Quelli di centrodestra, invece, sono più diretti».