PESCARA. «In Abruzzo l'alleanza con l'Italia dei Valori è indispensabile perchè abbiamo bisogno di persone oneste e capaci. Poi vediamo se è possibile fare altri accordi». Enrico Paolini presidente vicario della Regione Abruzzo giura che non parlerà di politica fino al sei settembre, «quando avremo salvato l'Abruzzo da nuove tasse», una cosa, tuttavia, «con grande modestia», ci tiene a dirla.
Presidente, iniziamo da questo punto. Lei è un esponente del Pd al suo partito che alleanza chiede?
«Prima di parlare di nuove alleanze, chiedo che sia confermata quella passata, ad iniziare dall'accordo con l'Italia dei Valori».
C'è anche chi ritiene di dialogare con l'Udc di Casini, nel caso l'Idv di Di Pietro insista nel porre ultimatum al Pd sui nomi dei candidati da non mettere in lista.
«Al Pd auguro pure un dialogo con tutti e la massima apertura delle alleanze. Ma insisto, ritengo indispensabile un accordo con l'Italia dei Valori. Questo vale per tutta Italia ma in Abruzzo ha un valore particolare per i fatti che sono accaduti che impongono una linea di femezza. La prima cosa che deve fare il Pd è la coalizione con i dipietristi poi, magari, aprire ad altre forze come l'Udc. E' sbagliato culturalmente perseguire un patto con l'Udc, io penso che questo sia possibile ma solo dopo aver definito la coalizione di centrosinistra, in questo caso è la coalizione che parla, discute e trova un accordo».
Insomma boccia i tentativi del Pd di aprire a Casini, malgrado i segnali di intesa, almeno su un programma comune, lanciati da Rodolfo De laurentii e raccolti dal senatore Legnini
«Non sono contrario ad un accordo, ma ora la cosa è diversa c'è chi pensa di sostituire l'Idv ccon l'Udc e la cosa, per me è sbagliata».
Lei non vuole parlare di politica, allora come vanno le cose nella sanità?
«Stiamo facendo un grande lavoro per cercare di ridurre di un terzo il nostro debito, che secondo i tecnici del tavolo di monitoraggio è di 294 milioni. Noi confidiamo di ridurlo di circa 100 milioni»
Come?
«Attraverso il recupero di cifre di bilancio e con la certificazione dei crediti delle cliniche. Una volta però rifatti tutti i conti avremo le cifre esatte»
L'Abruzzo riuscirà ad evitare nuove tasse?
«Io ci credo davvero, e per me è una vera scommessa. Anche l'accordo strappato al Governo può essere giudicato positivo. Io ho fatto un passo indietro come commissario ma ho chiesto un percorso alternativo alle tasse. Su questo avremo un incontro a Roma il 2 settembre, poi ci sarà il Consiglio dei ministri dove relazionerò i conti e farò le proposte».
Cosa si attende?
«Che le ragioni dell'Abruzzo siano prese in considerazione. Noi con grande lealtà stiamo lavorando per il bene della nostra regione, auspico che questo patto sia condiviso anche dal centrodestra, da tutti i parlamentari, e dalle associazioni di categoria. Il mio motto è "prima l'Abruzzo", poi deciderò se candidarmi e dire la mia sul programma»