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Pescara, 06/05/2026
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20/08/2008
Il Messaggero
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Centrosinistra e centrodestra, cresce il partito delle primarie Verso le elezioni. Melilla incalza il Pd, Forza Italia ci sta pensando |
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L'AQUILA - C'è voglia di primarie anche nel centrodestra. Può sembrare strano, ma l'idea si sta facendo strada in uno schieramento solitamente ostico a soluzioni del genere. Ne aveva fatto cenno per primo Nazario Pagano, capogruppo di Forza Italia alla Regione, una sortita poco prevedibile, ma fino ad un certo punto. Perché per chi conosce bene certi meccanismi del centrodestra, Forza Italia ha schemi meno rigidi rispetto agli altri partiti della coalizione. Senza contare che in questo momento le primarie sarebbero utili agli uomini di Berlusconi impegnati nella corsa alla candidatura per la presidenza della Regione. Proprio le primarie potrebbero risolvere la competizione all'interno di FI dove a correre per la presidenza sono almeno in quattro: Maurizio Scelli, parlamentare di Sulmona, Filippo Piccone, senatore e sindaco dimissionario di Celano, lo stesso Pagano e l'ex sindaco di Teramo Gianni Chiodi che dei quattro sembra avere le maggiori possibilità di spuntarla. Ma a raccogliere il sasso lanciato da Pagano è stato, a sorpresa, un uomo di An, il capogruppo alla Regione Alfredo Castiglione. «Le primarie -ha detto- potrebbero essere un ottimo ausilio per indicare il candidato presidente. Dare agli elettori la possibilità di scegliere chi li dovrà rappresentare è un utile esercizio di democrazia partecipativa e consente di premiare quanti si sono spesi in prima persona sul territorio. Far sentire gli abruzzesi partecipi di un processo rigenerante della Regione sarebbe un segnale di cambiamento importante». Nella dichiarazione di Castiglione c'è chi vede uno sgambetto a Fabrizio Di Stefano, che lascerebbe volentieri il seggio al Senato per la presidenza della Regione, ma sulla candidatura del coordinatore di An peserebbero i dubbi di Berlusconi che alla guida dell'Abruzzo preferirebbe un uomo del tutto nuovo, senza alcun legame col Consiglio regionale uscente e con esperienze politiche completamente diverse. Una corsa ad handicap per Di Stefano ma anche per Pagano. Nel centrosinistra le primarie sembrano un passaggio scontato. Ma primarie in che modo e di che tipo? Gianni Melilla, leader di Sinistra democratica, ha chiesto primarie di coalizione, e non ristrette al solo Partito democratico. «Siamo d'accordo sulle primarie di coalizione -spiega Camillo D'Alessandro, vice capogruppo del Pd- questo è già un punto fermo da cui partire per il nostro progetto elettorale». E aggiunge: «Abbiamo già costituito una cabina di regia che presenterà una rosa di nomi per scegliere il candidato alla presidenza. Poi sarà elaborato un programma e verranno fissate regole condivise. Ma un accordo di coalizione è preliminare». Su quale coalizione puntare, i pareri sono discordi. C'è chi vorrebbe tentare subito un allargamento all'Udc, ma non è d'accordo la componente Ds del Partito democratico. Per il vice presidente vicario Enrico Paolini bisogna prima recuperare l'intesa nella coalizione che vinse nel 2005. Un concetto condiviso dallo stesso D'Alessandro: «Facciamo prima noi un accordo alto, poi vediamo se è possibile allargare la coalizione».
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