Cresce l'Aeroporto d'Abruzzo, aumentano i passeggeri grazie alla strategia delle compagnie «low cost», che puntano su nuove rotte e scali alternativi e stanno trainando la crescita dei piccoli aeroporti italiani (+10,1% la media nazionale nel 2007). Scelte diverse, assai più flessibili e spesso opposte rispetto alla compagnia di bandiera, l'Alitalia, la cui rigidità, pesantezza e disinteresse per i «piccoli» hanno contribuito al suo tracollo. Le note annuali della Banca d'Italia sull'economia nelle regioni sottolineano che «è tornato a crescere il numero dei passeggeri sulle tratte internazionali dell'Aeroporto d'Abruzzo (+11,6%) che era in calo nel 2006: complessivamente a Pescara il flusso di passeggeri nel 2007 è salito di un +9% (+4,4% nazionali)». Ancora meglio sembra andare nel 2008, secondo i dati di Assaeroporti: nei primi sei mesi dell'anno a Pescara c'è stato un ulteriore incremento di 23,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2007, con i voli internazionali in crescita del 24,8% e le rotte nazionali in positivo con un +21,4%, per un totale di 184.790 passeggeri nel semestre. Lo scalo abruzzese durante l'anno tocca 21 destinazioni, da New York e Toronto a Olbia e Torino, dalle ormai «classiche» Londra, Parigi e Francoforte all'Est europeo con Mosca, Lviv, Kiev e Bucarest, passando per il Mediterraneo (Creta) e arrivando fino alla Scandinavia (Oslo e Stoccolma).