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Data: 21/08/2008
Testata giornalistica: Corriere della Sera
«Il film su De Angelis bocciato alla Mostra senza valore culturale

MILANO - Di Quando combattono gli elefanti, il film sull'odissea del ferroviere Dante De Angelis, pellicola realizzata con i finanziamenti dello Stato e bocciata alla Mostra del cinema di Venezia, il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha appreso l'esistenza ieri mattina «leggendo il Corriere della Sera. Ho chiesto alla direzione generale del cinema di fornirmi tutte le informazioni al riguardo, ma non mi pare che si possa dire che il film possieda un valore culturale, semmai documentaristico e di denuncia sociale. Ecco perché ritengo sia necessario rivedere i criteri in base ai quali si valutano i progetti e vengono decisi i contributi statali».


Dante De Angelis, macchinista licenziato dalle FS per le sue dichiarazioni (Lapresse)
Bocciato a Venezia, bocciato dal ministro Bondi: come ha detto Renato Brunetta «il cinema italiano fa schifo, anni di sprechi e di flop»? «Sì, purtroppo Brunetta ha perfettamente ragione. Il mio impegno sarà volto a sostenere il film italiano di qualità ma ritengo doveroso far cessare lo scandalo dell'utilizzo dei soldi pubblici per finanziare opere che si spacciano per culturali ma che in realtà approfittano del rapporto con la politica e il potere». Ogni anno circa 50 film ricevono sovvenzioni statali, ma solo la metà arriva nella sale, «un sistema che va cambiato», dice Bondi. Come? «I contributi dello Stato devono sostenere unicamente film di evidente valore culturale. È ora di finirla con un andazzo che dura da troppi anni, sovvenzionare non significa sprecare soldi per pellicole che nessuno mai vedrà. Lo Stato deve intervenire in via sussidiaria, finanziando i privati senza sostituirsi ad essi. In questa direzione va l'approvazione della tax credit a favore del cinema italiano come avviene in tutta Europa».

Il cinema rischia di diventare una grana per il neoministro, messo sotto accusa una settimana fa dal movimento dei «100autori» che riunisce autori del grande schermo e della tv. L'accusa è che Bondi voglia istituire una commissione per valutare tutti i progetti da un punto di vista etico e, soprattutto, politico. Censura, insomma. «Non scherziamo», replica il ministro. «Voglio avvalermi di un comitato di uomini di cultura sopra le parti solo per quanto riguarda la valutazione dei progetti di film riguardanti la storia del terrorismo per evitare, come è successo col recente Il sol dell'Avvenire, di offendere la memoria delle vittime».

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