I dati in uno studio della Cgia di Mestre Nel 2007 la media è stata di sedicimila euro per nucleo familiare
ROMA. In cinque anni, dal 2002 al 2007, ovvero dall'entrata in vigore dell'euro, i debiti delle famiglie italiane sono quasi raddoppiati (la crescita media è +93,28%, con un valore medio di debito a 15 mila 764 euro). Lo dice uno studio della Cgia di Mestre che ha analizzato i dati sull'esposizione finanziaria degli italiani provincia per provincia. Si scopre così che gli italiani più indebitati sono i romani (21 mila 949 euro a famiglia fra mutuo, credito al consumo, finanziamenti per la ristrutturazione), seguono i milanesi (21 mila 321 euro), gli abitanti di Lodi (20 mila 593), quelli di Reggio Emilia (20 mila 138) e di Rimini (20 mila 60).
Dall'altra parte della classifica, e della geografia italiana, ci sono le famiglie della provincia di Vibo Valentia (debiti per 6 mila 769 euro), Benevento (6 mila 951), Reggio Calabria (7 mila 99), Isernia (7 mila 119), Avellino (7 mila 177).
Sono dati aggiornati al 31 dicembre dello scorso anno e certo da allora le cose non sono migliorate. Nel 2007 l'Istat ha condotto una ricerca su cosa pensassero della propria situazione patrimoniale e delle proprie prospettive economiche, i 23 milioni e 421mila famiglie italiane. Le risposte sono state suddivise per regione e per aree geografiche. Il 12,5% delle famiglie del Mezzogiorno ha risposto di giudicare molto peggiorata la propria condizione economica, il 31,8% delle famiglie la considera un po' peggiorata e il 49,6% invariata rispetto all'anno precedente.
L'Istat ha posto anche un altra domanda: «Come ritenete le vostre risorse economiche?». La risposta «insufficienti» è stata scelta dall'8,7% delle famiglie del Sud, dal 4,7% delle famiglie del Centro e dal 3,9% delle famiglie del Nord che, come ci spiega lo studio della Cgia di Mestre sono però anche più indebitate.
Una contraddizione? «Le città più indebitate - dice Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - sono quelle che registrano anche i livelli di reddito più elevati. Non è da escludere che che fra queste vi siano anche famiglie appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia appare evidente che la forte esposizione in queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente».
Quello che invece preoccupa, sottolinea Bortolussi, è la crescita percentuale dell'indebitamento. E qui il dato elaborato dalla Cgia di Mestre rispecchia la sensazione espressa dalle famiglie nel sondaggio Istat. «Nei primi posti - dice ancora il segretario dell'Associazione di artigiani e piccoli imprenditori di Mestre - abbiamo molte città del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato al perdurare della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti per affrontare la difficile situazione».
Così a Napoli l'indebitamento (che vale in cifra assoluta 12mila 160 euro) in cinque anni è cresciuto del 116,36%, che è poco di più di Reggio Emilia (116,1%) e Piacenza (116,09), ma agli antipodi della ricca Bolzano dove è cresciuto del 42,25% (valore 19mila 374 euro per famiglia). Raffrontando i dati delle due classifiche stilate dalla Cgia si scopre che a Vibo Valentia, dove le famiglie devono alle banche meno soldi rispetto a tutti le altre, la crescita dell'indebitamento è del 96,35%, ben superiore alla media nazionale.
E in futuro? La Banca d'Italia rileva che a un anno dall'inizio della crisi sui mutui ci sono segnali di lieve irrigidimento nella concessione dei prestiti da parte delle banche italiane (indice 0,19, fra 1 che indica notevole irrigidimento e -1 che indica invece notevole allentamento). La Bce, nel secondo trimestre di quest'anno ha rilevato, nell'Eurozona, una frenata brusca nel ricorso al credito al consumo: -25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In Italia il rapporto Abi/Afo, presentato a luglio, prevede per quest'anno una crescita ridotta dei mutui casa (+4,9% contro il +8,7% del 2007), ma una crescita del 5,9% del credito al consumo (+5,6% nel 2007) che il prossimo anno sarà del +7,1%. Altri debiti.