''Appare evidente l'assoluta sproporzione tra le mancanze contestate ai nove lavoratori e le sanzioni di licenziamento adottate da Trenitalia e per questo stiamo tutelando sul piano legale i licenziati che ce lo hanno chiesto, mentre sul piano sindacale riteniamo che l'azienda debba ritirare quei provvedimenti e ripristinare un'equa corrispondenza con l'effettiva gravita' dei fatti contestati''. A dirlo è il segretario nazionale della Filt Cgil Alessandro Rocchi, in merito ai recenti provvedimenti nei confronti dei ferrovieri di Genova e di Dante De Angelis: ''Non e' giusto mettere alla gogna lavoratrici e lavoratori di Ferrovie ed e' sbagliato presentare questa vicenda come un'indispensabile, addirittura per qualcuno tardiva, svolta nella gestione del personale''. Prosegue Rocchi: ''Il lavoro in Ferrovie e' indispensabile per fornire un prodotto puntuale e di qualita', come in ogni azienda di servizi. Inoltre, parte del lavoro in Ferrovie e' impiegato in complesse attivita' industriali d'esercizio e di manutenzione che richiedono importanti competenze professionali, un diffuso senso di responsabilita' individuale e talora, nel fronteggiare molteplici evenienze operative, spesso non programmate, un vero e proprio spirito di abnegazione. Questi ingiusti licenziamenti stanno invece producendo un dibattito distorto sul lavoro ferroviario che le dichiarazioni stampa dei vertici Trenitalia e del Gruppo Ferrovie stanno dolosamente alimentando''. Secondo Rocchi ''i veri problemi di Ferrovie sono altri: finanziari, industriali e di prospettiva, e saranno affrontati in un intenso percorso di confronto tra azienda e sindacati nel corso del mese di settembre. Ma spetta a Ferrovie determinare sin da subito le condizioni perche' questo confronto si possa svolgere in un contesto idoneo alla gravita' di questi problemi e all'importanza delle decisioni che governo e Parlamento assumeranno entro l'anno sul futuro dell'azienda''.