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Data: 27/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Una nuova politica per la Regione di Vincenzo Cerulli Irelli

Caro direttore, su il Centro di mercoledì scorso il sindaco di Pescara, segretario regionale del Pd, ha invitato le forze politiche a selezionare, in vista delle prossime elezioni regionali, una classe dirigente più attenta e preparata, più consapevole dei problemi della nostra società abruzzese, che necessita di programmi chiari, ben definiti e realizzabili.
Tutti speriamo che questa occasione elettorale, certo non voluta, sia utilizzata per il cambiamento dei metodi e dei programmi della politica, dopo le precedenti occasioni perdute. Quanto alle cose da fare, anzitutto bisogna dare vitalità al funzionamento della macchina legislativa ed amministrativa della Regione, da tempo inceppata. Senza un corretto funzionamento della macchina, nessuna coalizione vincente potrà realizzare con efficacia i propri programmi. Per questo, anche in considerazione della situazione di emergenza nella quale ci troviamo (non solo politica ma anche morale, tale da incrinare la stessa base del circuito democratico) avevo affacciato l'idea di un accordo tra le principali forze politiche. Un governo di garanzia a termine, nel corso del quale adottare le misure indispensabili per il funzionamento della Regione ed alcune incisive riforme, che avrebbero successivamente consentito la ripresa della dialettica democratica su basi più solide. Quella proposta, benevolmente accolta nel suo giornale, mi pare non abbia avuto alcun esito. Ma rimangono, tutte sul tappeto, le cose da fare e di esse dovrà farsi carico la coalizione vincente, contando (si spera) su un'opposizione collaborativa e non pregiudizialmente contrapposta. Anzitutto le misure di carattere istituzionale. L'adozione di un regolamento del Consiglio regionale che consenta l'approvazione delle leggi in tempi certi, nel rispetto dei diritti dell'opposizione ma senza consentire prassi e comportamenti esclusivamente intesi alla paralisi dei lavori, è misura assolutamente indispensabile per il funzionamento dell'apparato legislativo. La ristrutturazione degli uffici e dei servizi dell'amministrazione regionale con robusti tagli e contestuale decentramento delle funzioni agli enti locali, nonché la soppressione della gran parte degli enti dipendenti, delle società partecipate, causa di malcostume politico, e molto spesso operanti in settori di competenza degli enti locali, sono misure altrettanto necessarie per il funzionamento dell'apparato amministrativo. Particolarmente delicato si presenta l'intervento riformatore nell'apparato della sanità. Non solo è necessaria una ristrutturazione complessiva ed incisivi tagli alle molteplici duplicazioni di servizi giustificate solo da interessi localistici, e perciò dei costi divenuti intollerabili. È necessario anche procedere con coraggio alla definitiva eliminazione dell'ambiguo rapporto con le cliniche private, causa principale dei recenti scandali, salvo prestazioni di assoluta necessità. Sui programmi aspettiamo di giudicare le proposte che verranno dalle diverse forze politiche. Ma nessuna potrà ignorare che lo sviluppo economico della Regione, già cospicuo e fiorente (che la portò, prima tra le regioni meridionali, fuori dal sottosviluppo) deve riprendere con vigore. La situazione sociale del nostro territorio, assai tranquilla, lo spirito collaborativo e fattivo della gente, la gradevolezza dell'ambiente, sono tutti fattori preziosi per favorire investimenti industriali tali da sanare le carenze occupazionali e aprire un forte indotto nelle attività artigianali e piccolo industriali. Ne abbiamo vistosi esempi come quello dell'insediamento Fiat in Val di Sangro. Sulle politiche giovanili, vero motore strategico della società, l'attuale carenza di borse di studio, di case per studenti, di percorsi di formazione professionale, rende necessari e urgenti interventi cospicui della Regione, con adeguate risorse. La Regione «verde d'Europa» ha una straordinaria vocazione turistica, non solo sul mare ma anche e soprattutto nelle zone interne, tra le montagne più belle d'Italia. Occorre una politica molto impegnata sul turismo, con robusti collegamenti europei. Ma essa necessita di adeguate infrastrutture, anche informatiche e telematiche, e di una più attenta tutela del territorio e dell'ambiente. Le montagne sono salvaguardate dai Parchi, ma non così le coste e le colline, negli ultimi decenni in gran parte spogliate della loro bellezza da una dissennata politica edilizia (e non così le falde acquifere dall'inquinamento, come dimostrato da altri recenti scandali). Occorre una legge di tutela del paesaggio e dell'ambiente molto rigida e un piano paesaggistico, sull'esempio di quello recentemente adottato in Sardegna, che consenta adeguatamente di salvare il salvabile. Non si dimentichi che il turismo di qualità pretende un'offerta ambientale e paesaggistica assai curata; ed è pronto ad abbandonare l'Abruzzo verso territori, italiani e non, che in questo settore si sono fortemente impegnati nelle politiche di tutela. Insomma, caro direttore, ci aspettiamo molto dalla nuova amministrazione regionale, e vorremmo fin d'ora conoscere idee e programmi, anziché essere bersagliati dall'inutile gioco delle candidature contrapposte.

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