Viaggiatori infuriati. Molti hanno perso la coincidenza con treni e autobus I tecnici: un guasto risolto in fretta
PESCARA. Il catamarano che in quattro ore porta in Croazia rallenta improvvisamente, in alto mare e in piena notte. «Motori in avaria», è la motivazione ufficiale. Così, il rientro a casa, da Spalato e Hvar, per 450 passeggeri del «Pescara jet» si trasforma in un'odissea. Alla fine, l'imbarcazione veloce riuscirà a ripartire ma a velocità ridotta, arrivando al porto di Pescara soltanto all'1,40.
Molte le proteste dei viaggiatori, alcuni dei quali hanno perso anche delle coincidenze con altri mezzi in quanto provenivano da fuori regione, per cui hanno dovuto trascorrere una notte in albergo in città che non avevano messo in preventivo. Un fuori programma nell'ultimo giorno di ferie che non è stato affatto gradito. Chi era sulla nave al momento del guasto improvviso riferisce di aver notato un sensibile rallentamento seguito a una fase nel corso della quale non si riusciva bene a capire, anche a causa dell'oscurità, se il catamarano della Snav si fosse fermato completamente oppure se avesse semplicemente rallentato. La nave, in ogni caso, è ripartita in maniera autonoma in quanto i tecnici si sono messi subito al lavoro. Tuttavia, tra il ritardo fisiologico accumulato nelle operazioni di imbarco e di sbarco tra Spalato e Hvar e il guasto successivo, il catamarano è arrivato in porto con due ore e 40 minuti di ritardo rispetto all'orario previsto, le 23.
Bruno Santori, direttore della stazione marittima di Pescara, minimizza parlando di «un inconveniente che può capitare e che, tra l'altro, è la prima volta in assoluto che si verifica su questa linea». Sulle cause del ritardo è stata aperta un'indagine interna. Se tutto verrà confermato, la colpa è del gasolio «sporco». «Alla base del guasto», spiega Santori, «può esserci stata la fornitura di una partita di scarsa qualità che ha bloccato i motori. Il gasolio sporco è arrivato ai filtri e quindi agli iniettori e può aver causato il cattivo funzionamento di due motori su quattro. Questo ha provocato il dimezzamento della velocità. Non c'è stato il blocco totale, il catamarano non si è fermato in alto mare. Questo tipo di nave è autosufficiente e i livelli di sicurezza e di gestione di una compagnia come Snav sono molto elevati. La nave ha conservato la sua autonomia, con due motori su quattro, ha ridotto i giri su tutti i motori a scopi precauzionali e di sicurezza. Una volta sbarcati, i tecnici hanno lavorato tutta la notte e la nave è ripartita, il mattino seguente, alle 10,30. L'unico disagio è stato il ritardo che, trattandosi di un viaggio in mare e non in treno, ci può anche stare. Tuttavia, il disappunto dei viaggiatori è pienamente comprensibile». Il 7 settembre ultimo collegamento di andata e ritorno per Hvar e Spalato prima della sospensione per il periodo invernale.